Lettere Al Futuro

13 luglio 2008

Un cubista da sballo.

Filed under: AngoloRelax — rossaurashani @ 13:24

Guardando le pagine di questo blog, mi sono accorta che è bellissimo e anche variegato, ma l’unica cosa che manca è la presenza dei giovani. Non che alcuni di voi coautori non siano giovani, ma quasi tutti, tranne una, siamo passati da poco o da molto dalla parte dei grandi.

Pensando ai giovani, ho pensato anche a tutte quelle terribili storie che girano intorno a questa gioventù di oggi e mi sono trovata a pensare che la parola giovane che mi è più incomprensibile e quella di “sballo”.

Non ne voglio fare una questione lessicale, certamente che questo termine meriterebbe ben più di quattro parole di spiegazione. E mi piacerebbe che fosse proprio un giovane a spiegarcela, per capirla fino in fondo. Beh questo giovane non può essere quella “fetecchia” di mio figlio, perchè non prende mai le cose sul serio, o almeno così mi fa sempre credere, tanto che alcuni anni fa me ne combinò una “grossa”:

Parecchi anni fa, lui ne aveva 12, in vacanza, conoscemmo due signori di Varese, che avevano due figli maschi, che ne parlavano con tanto entusiasmo che alla fine mi venne voglia di sapere che cosa facevano per entusiasmare così la loro famiglia.

Mi fu risposto che uno aveva fatto la scuola per fare il cuoco ma che aveva preferito andare a fare il falegname. Bene fin qui mi sembrava giustificato il loro amore. Quando però mi parlarono del più grande rimasi attonita. “Nostro figlio fa il maestro di ballo. Lui fa il cubista nelle discoteche. Guadagna moltissimo! Lo sai che i vestiti glieli prepara suo papà? Vuoi vederli?” Intanto il papà mi guardava con aria di chi riceve il più bel complimento del secolo. Descrivere i vestiti di per sé non ci metto molto, si trattava di calze a rete nera, un microscopico tanga leopardato e guanti da drag-queen con “infradito” e strass fantasmagorici.

Il primo colpo fu la parola cubista, che a quel tempo non sapevo che cosa significasse, il secondo e più importante fu la riflessione che feci, pensando che io sarei stata felicissima di vedere banalmente mio figlio iscriversi all’università.

Tornando a casa con mio figlio si fece qualche commento ironico, sopratutto gli spiegai il mio stupore nel vedere tanta ammirazione per un così ridicolo “lavoro”. Non nego che mostrai il mio disappunto di fronte alla possibilità di avere un figlio vestito in quelle condizioni.

Passò un anno e arrivammo alla scelta della scuola superiore per il mio ragazzo, ovvio che la scelta la faceva lui, io come ogni genitore che si rispetti non mettevo lingua su questo , doveva essere una sua responsabilità che io finanziavo fino in fondo.

” Mamma? Posso scegliere proprio tutto quello che voglio?”

“Ma certo, che domande! Questa è la prima di molte scelte che dovrai fare per il tuo futuro e deve essere farina del tuo sacco, potrei darti consigli se ti servono, ma la scelta comunque è tua.” (State attenti genitori a quello che dite, vi potreste pentire!)

“Ma mamma, posso scegliere davvero quello che voglio, anche se potrebbe non piacerti, insomma sono totalmente libero di scegliere la mia strada e tu non ti arrabbierai? Proprio neanche un pochettino?”

“Ma che c’entra, potrei essere dispiaciuta, ma la scelta spetta a te in ogni caso.” Cominciavo però ad innervosirmi. Ma che mi voleva dire, se si attrezzava così tanto di consensi? Dovevo preoccuparmi?

” Beh, visto che mi dici che la mia scelta è libera e tu non ti incazzerai …. allora te lo dico……..”

“Uffa, Marco, vuoi smetterla per favore, parla e facciamola finita!”

“Mamma ho deciso…….. voglio fare il “cubista”!”

Provate a pensare quale sarebbe la vostra reazione a tutto ciò, la mia fu chiara in faccia, mio figlio ridendo prese a scappare intorno al tavolo ed io presi a rincorrerlo, fino a che non capii di essere stata presa in giro da quel “bastard inside” che avevo partorito.

Ovviamente frequentò un liceo, si è laureato ed è ancora all’università, Il suo pallino è studiare ed io ne sono orgogliosa (ogni mamma lo è, come la storia ci insegna). Mio figlio non è mai stato in discoteca, non sa ballare, non gli interessano gli abiti firmati, appariscenti e tanto meno i succinti, si taglia i capelli da solo e ha un solo paio di scarpe (da ginnastica) che quando le ha proprio finite sembrano delle bombe biologiche.

Ecco il motivo per cui chiedere a lui che cosa significa “sballo” potrebbe finire con una presa in giro da ricordare per anni.

Vi lascio con questo video che, secondo me, è la chicca finale per il mio augurio di una buona domenica da sballo.

Ross

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6 commenti »

  1. Ce l’ho fatta…!

    Baci Marisa
    https://letterealfuturo.wordpress.com/2008/07/17/due-meme/

    Commento di marisauno — 17 luglio 2008 @ 01:40 | Rispondi

  2. A proposito del futuro dei ns figli, io non ho la più pallida idea di cosa vorranno fare da grandi i miei pupi, e spero di non intromettermi mai nelle loro scelte ma prego ardentemente che non diventino preti nè che vadano in clausura nè che facciano niente di cui si debbano vergognare!

    p.s.
    Una curiosità riguardo a cubisti/e: una mia amica lo faceva durante l’università per pagarsi gli studi, dopo la laurea ha vinto un concorso alla Banca d’Italia (senza raccomandazione) e sta facendo carriera…

    Commento di marisauno — 17 luglio 2008 @ 01:45 | Rispondi

  3. Hahahahaha troppo bella, niente di cui si debbano vergognare! Stavi parlando di preti e di suore di clausura vero? Hahahaha sto ancora ridendo!

    Non volevo sembrare una moralista superficiale, ma pensare mio figlio sul cubo vestito con filo interdentale e capelli ossigenati, mi aveva oscurato l’intelletto. Aggiungi che oggi rido perchè era uno scherzo, me ne fa in continuazione e dovrei esserci abituata. Non riderei se la “carriera” fosse solo quella e che il suo lavoro dipendesse solo dalla sua forma fisica e dal suo narcisismo.
    Non volevo giudicare chi fa questo lavoro per sbarcare il lunario, anche se a me personalmente me ne verrebbero in mente un’infinità, prima di quello, ma ognuno ha i propri gusti e la scelta è personale. Insomma cubita non vuol dire “male” ma molto spesso e sinonimo di superficialità e “sballo” ma è solo un giudizio personale ;-).
    Ciao Ross

    Commento di rossaura — 17 luglio 2008 @ 08:55 | Rispondi

  4. Ross, non volevo essere così cattiva, ci sono anche dei preti buoni!
    Se il non vergognarsi potesse riferirsi solo a loro… avremmo un’ottima classe politica, che ne dici?

    Commento di marisauno — 18 luglio 2008 @ 11:40 | Rispondi

  5. Io presento vestiti di ballo meravigliosi. È il migliore per flamenco, il ballo di sala da ballo, appropriatezza, la yoga, ed il bolero.

    Commento di renren — 22 luglio 2008 @ 05:32 | Rispondi

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