Lettere Al Futuro

19 ottobre 2008

Caro precario…..

Filed under: Lettere — rossaurashani @ 00:55

In questi giorni non si fa altro che parlare di te. Sei diventato improvvisamente una persona visibile, cosa che non era possibile prima, perchè di te si servivano, ma nessuno si accorgeva che forse potevi avere un cuore.

Io oggi ti scrivo, cercando di compensare tutta la rabbia che ti riversano addosso, tentando di consolare la tua amarezza,  di rincuorare la tua paura.

Ti chiedi quale sarà il tuo futuro? A nessuno è dato saperlo. A volte pensi che non succederà proprio a te, perchè hai famiglia, perchè hai un mutuo a cui pensare, dei figli da tirar su e quel lavoro ti serve per vivere e a volte rabbiosamente preferiresti saper subito qual’è il tuo destino, per farla finita una buona volta, per costringerti a passare oltre.

Sogni di andare da un’altra parte, all’estero si sta meglio, hanno bisogno di persone capaci, lì non ti chiameranno fanullone, lì non sarai merce di scambio, lì nessuno ti taglierà…. oppure sì?

Intanto ogni giorno torni al tuo posto e dentro di te il buco si fa sempre più profondo, temi di arrivare a crederci, prima o dopo ti convinceranno che tu non servi a niente e che sei solo un peso per la società. Butti via la tua giovinezza, i tuoi sogni, i tuoi progetti, il tuo passato e il tuo futuro, questo non è tempo di sogni è solo tempo di potare i rami secchi.

Tu non ti ci vedi tra i rami secchi, pensi giustamente che altri dovrebbero soccombere prima di te, gente con più colpe, gente con più soldi, eppure sarai tu a saltare e non sai se sarà presto o tardi non sapendo quale dei due ti auguri di subire.

Caro precario, so bene che potresti essere mio figlio, domani anche lui lo sarà, anche lui ha dei sogni che cozzeranno con la realtà anche lui dovrà fare i conti se partire o restare e se un altro luogo c’è dove andare.

Mi scuso per non averti saputo proteggere, per aver consentito che questo fosse il tuo futuro e il tuo mondo. Credimi ho perso anche io dei passaggi, non capisco come si è potuto arrivare a questo. Dopo tante lotte e dopo aver affermato i sacrosanti diritti, ci siamo scordati che ce li avrebbero potuti strappare come denti sani in un corpo malato. Io non me n’ero accorta e oggi che invece so non ho più armi e le mie mani sono senza forza.

Mi vengono in mente delle vecchie parole che si usavano una volta e oggi non si usano più, vorrei farle tornare attuali se puoi ritenerlo necessario: Unità e Solidarietà, ma forse non c’è più un senso comune, forse sei solo anche se insieme a tanti altri.

Scusa per non aver lottato abbastanza, ma sappi che se servo lo farò anche ora

tua instancabilmente, solidale per sempre

Amica

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9 commenti »

  1. Cara Ross, sai che non potrò mai dirti grazie abbastanta per questa tua attestazione… ^_^
    Per chi volesse saperne di più:
    su blogspam finanziaria
    oppure
    su 133.anche.no riforma
    Un abbraccio, Lisa

    Commento di lisa72 — 19 ottobre 2008 @ 18:06 | Rispondi

  2. Quello che scrivi è molto bello, anche se terribilmente triste come triste è il momento che stiamo vivendo… purtroppo la precarietà esiste da troppo tempo e non c’è governo che non strumentalizzi la cosa senza mai risolverla.

    Commento di ahiven — 20 ottobre 2008 @ 13:16 | Rispondi

  3. Cara Amica quanto vere sono le tue parole , ogni giorno le vivo , e anche se gli anni tolgono le forze e la sensazione di non aver lottato abbastanza scoraggia l’animo , dobbiamo comunque andare avanti per non smettere di sostenere chi spera in un futuro , ma non sà come sarà.

    Commento di Caty — 20 ottobre 2008 @ 16:45 | Rispondi

  4. Un saluto da una che nei suoi pochi anni di lavoro in Italia è sempre stata precaria, sottopagata e trattata a pesci in faccia.
    Per fortuna è un passato lontano…

    Commento di Martina — 20 ottobre 2008 @ 18:00 | Rispondi

  5. Cara Amica, ciao, sono un uomo anziano ed anche le mie mani sono stanche, ma ho lottato abbastanza e non smetterò di lottare fino alla morte. Ti prego di non rassegnarti e di INSORGERE contro tutti gli abusi di questa CASTA CORROTTA E VILE!Ho una figlia giornalista professionista, che insegna storia e filosofia nei licei da circa 10 anni.E’ superspecializzata avendo fatto tutte le SICSI, con preventivi esami di ammissione,(e non corsi on-line o taroccati),riscuote ammirazione e rispetto da colleghi ed alunni-che sono entusiasti per il modo in cui spiega- eppure continua ad essere PRECARIA, nonostante sia una delle primissime nella graduatoria. Già da qualche anno è stata surclassata, nell’immissione in RUOLO,o da invalidi(FINTI O VERI NON LO SO), oppure da colleghi più giovani di età (ed anche meno esperti). A che sono valse le nostre lotte ed i nostri sacrifici?!
    Parlano di MERITOCRAZIA ma solo a parole perchè gli imbrogli, il clientelimo ed il nepotismo- politico e non- continuano a farla da padroni. Ecco perchè bisogna INSORGERE per poter risorgere e ristabilire un pò di GIUSTIZIA E DI EQUITA’ IN QUESTO Paese!!! Un abbraccio. Antonio.

    Commento di Antonio — 20 ottobre 2008 @ 19:17 | Rispondi

  6. @ a tutti gli amici che sono intervenuti

    Voi avete storie che sono dolorosamente vissute. Per alcuni già le conosco per altri mi vengono raccontate ora qui.
    Credetemi non è accettabile vivere in un mondo dove ciò che conta è solo quello che è economicamente proficuo, qui si parla in termini di denaro, non in termini di merito di capacità, di cultura e quanto altro. Privare di queste risorse che si chiamano giovani il mondo del lavoro è come sopprimere intere generazioni, non sare la giusta evoluzione al mondo del lavoro, alla nostra vita.
    Purtroppo i precari non sono solo quelli della scuola o dell’università, ci sono gli enti pubblici che se sopravvivono lo devono solo a loro. Ma perchè si fa così presto a prendere una spugna e a cancellare tutto, ma si è riflettuto sulle terribili conseguenze?
    Intere famiglie a cui vengono spente le speranze, giovani che perdono la loro pulsione verso il futuro, un futuro che dovrebbe essere cambiato o trasformato proprio da loro.
    E’ per questo che non ho parole, e proprio per questo che mi sento debole, ma non dimentico, ma non mi tiro indietro, ormai alla mia età dovrei potermi godere quel poco che ho conquistato dopo anni e anni di lavoro, ma oggi vedo mio figlio che sopporta con rabbia la disillusione, che oianifica il suo futuro calcolando di riuscire a realizzarlo dopo i 40 anni….. ma com’è possibile… hai solo 24 anni! Lui mi dice che non smetterà di crederci ma nel frattempo troverà un’alternativa fino al giorno che forse arriverà alla metà.
    Sapete qual’è il suo sogno impossibile, di quale enorme vagheggio si è macchiato?
    Vorrebbe insegnare….. capito? Vorrebbe dedicarsi ai ragazzi. Vorrebbe continuare a studiare per tutta la vita ed essere sempre più preparato. Ma dovrà invece fare lo stagnino, il cameriere, la maschera al cinema. qualsiasi cosa pur di arrivare un giorno lontano o forse mai a realizzare il suo sogno.
    Ma una società che uccide così le aspettative dei ragazzi, sarà una società che si sviluppa sopra una polveriera non basteranno la televisione o il fanatismo dello sporto per farmarci tutti.
    Io sarò una vecchia pasionaria e vi lotterò a fianco.

    Commento di rossaura — 20 ottobre 2008 @ 20:44 | Rispondi

  7. la vergogna di essere italiano sta nelle condizioni da noi volute nel permettere a questi disonesti di governarci per tanti anni arricchendosi sui nostri sacrifici di vite intere subendo soprusi da tutte le categorie politiche, e sindacali che invece di tutelarci finiscono la loro carriera dalla parte che il giorno prima avevano contestato ci anno tolto anche l’unica arma che era il voto mi vergogno di essere italiano, padre ed uomo

    Commento di pasquale — 20 ottobre 2008 @ 21:04 | Rispondi

  8. Ormai l’essere precario non è campo solo di chi sogna un lavoro dipendente come quelli di cui han goduto i nostri genitori, i nostri nonni…quando le cose erano di meno ma più semplici più a misura d’uomo…a misura di quell’essere umano che ancora dava il massimo dell’importanza alla famiglia, agli amici, agli affetti…
    Anche se cerchi di costruire il tuo lavoro sei un precario…non sai mai se domani ci sarai ancora sul mercato, se tiandrà bene o sarai pieno di debiti e peggiorerai anche la ua quotidianità…nessun aiuto, solo doveri, continue spese, per una responsabilità enorme ed una conoscenza che dovrebbe essere l’insieme di un commercialista+ avvocato+tecnico, per dopo sentirti un numero che deve produrre determinati numeri……e quanto sarebe bello farsi dare una mano da qualcuno che ha la tua stessa passione…ma come fare ad arrivare a pagarlo e pagare il tutto allo stato? Il tuo piccolo sogno che ti è costato tanta fatica, Sabati e Domeniche al lavoro, sveglia anche alle 4.00 del mattino…è un sogno che può svanire in un attimo, un sogno in balia di 1000 variabili…e come il resto dei precari “quello che succede domani saranno solo fatti tuoi”…
    io continuo a lottare per la mia passione…ma quanto è in salita questa strada…una strada lunghissima e piena di difficoltà…e tante volte ti viene da sederti sul ciglio di questa strada, guardare avanti e dire “Ma ne vale la pena?” e ora che ho la gioia di un figlio di un mese lo guardo e mi chiedo se tutto questo vale il sacrificio di essere davanti ad un pc pe ore invece di essere abbracciata a lui…e per ottenere cosa? Solo problemi e fatture da pagare…incertezza continua… e poi mi guardo intorno e dico “che alternative ho?”…devo andare avanti..anke per lui…nella speranza di arrivare alla fine di questa strada per avere l’illusione di potergli donare almeno una speranza per quando sarà grande…almeno un bivio…e oggi come oggi per poterlo abbracciare e coccolare almeno qualche ora sto in piedi anche fino alle 2.00 a lavorare…
    Riuscirò a non fargli mancare il mio affetto per tutto ciò che necessita? Quali sono le alternative? Non posso smettere di lavorare,ma se rinunciassi a questo mio lavoro chi prenderebbe una dipendente con un figlio così piccolo? Non è un paese meritocratico il nostro…non conta cosa sai fare, conta se hai gli appoggi giusti, conta se hai potere e cmq non devi dare certo problemi …e oggi come oggi un bambino di un mese E’ UN GROSSO PROBLEMA…che strano…pensare che è la gioia della mia vita!

    Commento di SONOKOANGEL — 31 ottobre 2008 @ 02:17 | Rispondi

  9. […] Ovvero “La gioia della mia vita”. Riporto un commento-lettera raccolto su lettera : ”Caro precario…” da Lettere al Futuro che risulta molto illuminante sul rapporto dei giovani o meno giovani con il lavoro e sopratutto […]

    Pingback di Siamo tutti precari….. ma c’è chi è più precario di tutti. Ovvero “La gioia della mia vita”. « L’Altra Metà del Cielo — 31 ottobre 2008 @ 09:42 | Rispondi


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