Lettere Al Futuro

20 dicembre 2008

Gesù Bambino regalami la forza per sopravvivere da disoccupato

Filed under: DemocraziaAlFuturo — adriano49 @ 15:31

Caro Gesù Bambino. L’ultima volta ti ho scritto giusto 47 anni fa.
Ti chiesi una fionda e un pallone di cuoio tutto per me, però aggiunsi
che rinunciavo al pallone se portavi un lavoro al mio papà che cinque
mesi prima era stato licenziato dal cotonificio del paese. La mattina
di Natale trovai una grande fionda in legno,era intagliata
opera delle mani del nonno – e niente pallone. Prima di pranzo
passò un amico che offrì a papà un posto di lavoro nella sua bottega di
falegname. Fu un Natale bellissimo!  Oggi ho 54 anni sono un bravo
operaio, da 30 anni lavoro sui pantografi, ma tre mesi fa la mia 
azienda del triangolo Prata-Maron-Brugnera , ha chiuso e con altri 
20 colleghi sono stato licenziato. Ce ne siamo andati salutati freddamente
dagli “addolorati” proprietari senza un euro e con tante promesse.
L’altro giorno ho letto sul Gazzettino che hanno portato i libri
in Tribunale. Perché hanno approfittato del ” buon senso ” dei lavoratori.
quel buon senso che ci distingue e che ci fa  ” valore aggiunto “?
Ti scrivo perché ho bisogno che qualcuno mi ascolti! Per tanti anni ho pensato
di essere qualcuno, di avere tanti amici,di essere una bella famiglia. Invece
giro in cerca di lavoro e mi rispondono che sono un costo, che sono vecchio;
 al bar sentenziano che ho sbagliato,che dovevo farmisentire,
che non ho le palle; a casa i miei figli non si preoccupano e con
mia moglie, neanche ci parliamo per non litigare e offenderci.
Forse hanno ragione loro, perché lavorando 10/11 ore tutti i giorni
più il sabato, giorno, mese, anno dopo anno ho dimenticato come si 
vive in famiglia accanto a una moglie, vicini ai propri figli. Se ci penso
 impazzisco, mi sento male dentro.Ho la senzazione che tutti mi guardino,
mi guardino, mi sopportino come un povero disoccupato.
A Natale vorrei essere in chiesa,come lo saranno i miei titolari,ma
io mi vergogno. Ho tanti cattivi pensieri dentro di me: quando mi
sento forte vorrei vendicarmi e fare del mle;quando mi prende la disperazione
penso alle cupe acque del Livenza.Non sono più un bambino, ma se
mi ascolti, Gesù Bambino, dammi la forza di vivere questo momento,
di convincermi che non sono un fallito. Sono un disoccupato,ma
con tanta dignità.Buon Natale anche a te.
p.s. Quella fionda ce l’ho ancora e il giorno di Natale la stringerò forte.
(*) di Adolfo Vecchies operaio del legno disoccupato.
da ” il Gazzettino ” cronaca di PN  di sabato 20/12/2008     
                 
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7 commenti »

  1. Lettera di una forza incredibile. Un pugno allo stomaco.

    Commento di Martina — 20 dicembre 2008 @ 16:11 | Rispondi

  2. Mio marito sta vivendo lo stesso sconforto, gli hanno dato due mesi di preavviso che scadono il 30 gennaio perchè vogliono chiudere (e riaprire solo con co.co.pro, costano meno)

    Commento di marisauno — 20 dicembre 2008 @ 23:34 | Rispondi

  3. Grazie, Adriano per averci fatto ricordare che il Natale non è solo la richiesta di insensati regali, ma anche la forza per poter continuare a vivere.

    Commento di annuska62 — 21 dicembre 2008 @ 00:45 | Rispondi

  4. @ Martina = Dignità e umiltà che spesso molti si dimenticano,come ormai in molti di noi, si è dimenticato la parola solidarietà verso chi ha bisognoso d’aiuto,ormai regna il menefreghismo, basta essere immuni da qualsiasi problema, gli altri si arrangino.

    Commento di adriano49 — 21 dicembre 2008 @ 20:02 | Rispondi

  5. @ Marisa = Non trovo parole adatte per esprimerti la mia più sincera solidarietà, spero che per Voi l’anno nuovo porti a tuo marito un nuovo posto di lavoro che vi dia più tranquillità e serenità in famiglia;con l’occasione di queste due parole invio a te ,a tutte le persone a te care i miei più sinceri auguri di Buon Natale . Adriano S.

    Commento di adriano49 — 21 dicembre 2008 @ 20:16 | Rispondi

  6. Cara Annuska,il Natale giorno dei regali mi andava bene da piccolo,quando sognavi di avere in dono qualche giocattolo;ma poi col passare degli anni per me Natale era ed è anche adesso, calore di famiglia,momenti felici,anche con poco,da trasmettere gli uni agli altri,senza corse e fretta.Adesso invece , sembra che che il consumismo abbia radicalmente trasformato l’essere umano con smanie di grandezza e pieno ,spesso, di insensati regali e di grande egoismo dimenticando,che ora più che mai ,che molti hanno problemi di vivere decentemente e si ritrovano soli ad affrontare la dura vita d’oggi.Per fortuna esistono ancora esempi di persone umili ma pieni di dignità che con i loro gesti ti aiutano a capire i veri valori della vita .Anche per te e le persone a te care i miei più cari e sinceri auguri di Buon Natale e che il 2009 che sta per arrivare porti tanta serenità.salute e gioia . ciao Adriano S.

    Commento di adriano49 — 21 dicembre 2008 @ 20:35 | Rispondi

  7. Ho letto la lettera di Adolfo mentre cercavo qualche spunto di discussione per l’ora di catechismo con bambini di 8 anni. Questo Natale è stato diverso dagli altri per questa annunciata crisi economica e che invece poi dal risultato delle vendite tanto crisi non è stata.
    Molte persone hanno perso il posto di lavoro e questo è davvero qualcosa di orrendo perchè il lavoro è al primo posto in quanto ci rende liberi. Mio padre è dovuto emigrare negli anni 60 e vista la situazione lavorativa in Italia in quegli anni l’abbiamo seguito anche noi figli e mia mamma.
    La situazione ora che siamo tutti adulti è che tutti lavoriamo e stiamo bene, perciò dico che non bisogna mai perdersi d’animo perchè quando si vuole raggiungere un obiettivo a tutti i costi con la tenacia si può fare. Speranza e volontà.
    Auguri.

    Commento di Vincenza Scaringi — 10 gennaio 2009 @ 11:14 | Rispondi


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