Lettere Al Futuro

22 febbraio 2009

L’INFRADITO ED IL CALZINO

Filed under: politica — annuska62 @ 16:14

 

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Oggi cercando di calzare il mio comodo infradito con caldi calzini invernali, ho capito l’inutilità del mio gesto. Si sa l’impresa  e’ risultata titanica fin dall’inizio e il risultato ha  lasciato molto a desiderare, con  l’infradito  che non si calzava e alla fine  con un  calzino  che si bucava ,facendo uscire le cose più importanti da tenere al caldo.

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Paragonando il mio  inutile tentativo di infilare l’infradito con il calzino ,al tentativo di Franceschini , nuovo segretario del PD, di coniugare e  rafforzare  il comodo vecchio partito (infradito) con gli elettori di sinistra (calzino), secondo voi quante probabilita’ ci sono che il PD arrivi alle Europee senza qualche abbondante fuoriuscita (dal calzino bucato)?

E perche’ mai la  base della sinistra non dovrebbe fuoriuscire e allontanarsi da un partito che e’ diventato una vecchia ciabatta usata  e esautorata, in cerca di una vera  comoda scarpa da corsa?

 

 

goldrunner

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20 febbraio 2009

They dance alone…. No, anzi io danzerò con loro

Filed under: Lettere — annuska62 @ 23:29

Ho sempre avuto un grande rispetto per chi usa l’ironia, nella vita di tutti i giorni. Ho sempre nutrito una sana invidia per tutti quelli che hanno fatto della satira ,una forma di ribellione all’ordine costituito. Ho sempre saputo ridere dei miei difetti e di quelli del mio credo politico, quindi posso ritenermi una persona capace di saper apprezzare l’ironia, la satira, l’umorismo  sotto moltissimi aspetti.

Non mi sono mai offesa, quando qualcuno mi reputa una sporca comunista, perche’ per fortuna nè per l’igiene personale, nè  per i miei principi ideologici ho scheletri nell’armadio,  per la mia  moralità, almeno fino ad ora, non  ho avuto bisogno di  lezioni , ma, sentirmi dire  che sono incapace di capire l’ironia,  di capire il senso del discorso o la ”  buttade” questo mi sembra decisamente un’offesa ben più grave.

L”offesa rivolta a quelli che non vogliono capire è semplicemente un paliativo per coprire una sindrome che  ormai ha  colpito chi si ritiene una divinita’, l’ unto dal Signore, unico detentore del potere temporale e perche’ no spirituale. è  difficile per chi si sente invincibile, non sentirsi amato, vezzeggiato dal mondo intero, e’ incomprensibile , non essere considerato brillante, ironico e divertente, anzi essere ripreso, condannato e offeso per ogni quisquilia ironica  emessa.Non mi aggiungerò a tutti quelli che si rifiutano di capire , cercherò  di “mettermi nei suoi panni”, cercherò di reprimere la mia rabbia e la mia incapacita’ di tollerare un’ironia, una  satira e un umorismo nati per nascondere la proprie incapacita’  e solo per denigrare il resto del mondo, e gli dedicherò un video come se fosse un caro amico sempre pronto a tollerare il confronto e accettare l’altrui ironia.

Ci sono balli che raccontano la vita , la morte , ci sono balli che raccontano le emozioni, l’amore e  il silenzio, balli che ti insegnano a crescere, balli che ti aiutano a ricordare, e questo ballo, io ballerò per te ….nel tuo magnifico  mausoleo.

14 febbraio 2009

Pensieri.

Filed under: PuntoD'Incontro — mt70 @ 09:03

Certe giornate iniziano in un modo e poi, senza un perchè, ti ritrovi a leccarti le ferite, e a scoprire che a metterci il dito sopra i lividi fanno ancora male, e anche tanto.

E allora pensi che l’armatura che vedi quando ti guardi allo specchio è di carta stagnola, e ti guardi con un sorriso beffardo, senza pietà.  Combatti con una lancia spuntata, e ti rimane solo la voglia di comprendere chi è come te. Tutti fuggono il dolore, non esistono eroi.

12 febbraio 2009

Io vivo in un paese di cui mi vergogno. E’l’Italia.

Filed under: politica,PuntoD'Incontro — unblogindue @ 13:22

Qualche giorno fa ascoltavo alla radio il programma “Condor”, su Radio Due, e i conduttori hanno chiesto agli ascoltatori se vivessero in un posto di cui si vergognano, a causa del suo nome.

Hanno chiamato gli abitanti di Bastardo, di Sesso, e via così. Ad un certo punto giunge un messaggio che dice:

“Io vivo in un paese di cui mi vergogno. E’ l’Italia.”

I conduttori non hanno potuto far altro che concordare, perché in questi giorni il nostro paese ci ha dato molto di cui vergognarci.

Avevo deciso di non scrivere niente in merito al caso di Eluana Englaro, per molte ragioni. Per rispetto, soprattutto. Ora però, a distanza di alcuni giorni dalla conclusione della vicenda, non riesco più a tacere.

Nonostante ormai si sia detto di tutto, molto più di quanto fosse necessario, ancora ci si accapiglia, ancora si ignora il desiderio di silenzio espresso dalla famiglia, ancora qualcuno si permette di strumentalizzare la vicenda.

Anche io, come l’ascoltatore di Condor, mi vergogno profondamente di essere italiana.

Mi vergogno per questo paese che muore ammantato da un velo di falsa moralità, che si lascia portare alla deriva da uomini indegni che ogni volta riescono a sembrare più stupidi di loro stessi.

Mi vergogno per un paese che non riesce a rispettare i diritti dei suoi abitanti, che non riesce a vedere tutte le differenze che lo animano, che pretende di ingraziarsi il favore dei potenti schiacciando sempre i più deboli.

eluana Mi vergogno per la profonda ignoranza dei miei connazionali, che sembrano aver perso ogni residuo di capacità critica, che si lasciano imbottire la mente da politici che manipolano e strumentalizzano ogni avvenimento e lo girano a loro favore. Mi vergogno perché pare che tutti abbiano perso l’abilità di mettere in discussione le cose dette dai potenti, perché tutti “si bevono” quelle che viene detto senza battere ciglio.

Mi vergogno perché dei personaggi di infimo livello, che si permettono di sedere nelle maggiori istituzioni della Repubblica, si fanno beffe di noi e pontificano su temi che raramente capiscono, di cui non sono in grado di stimare l’importanza. Persone a cui non affideremmo le nostre piante sono in grado, con la loro estrema ignoranza, di condizionare e rovinare le nostre vite, o quel che ne resta.

Mi vergogno perché un politico, un uomo, un padre, si è permesso di dire che Eluana era in grado di generare un figlio. Certo, il fatto che fosse priva di coscienza e quindi la procreazione potesse avvenire solo a seguito di una violenza non ha nemmeno sfiorato la sua mente. Questo è solo il frutto della sua delirante visione sulle donne, che sono solo contenitori: del pene prima, del figlio poi.

Discutendo con mio padre, che ha superato la sessantina e che ne ha viste di ogni colore, mi rendo conto che in me, che ho solo 25 anni, serpeggia un senso di delusione e di disincanto pari al suo, se  non maggiore. E questo è un male.

In questi giorni, non ho problemi a dirlo, ho veramente sofferto. Non solo per la cappa di malumore che regnava, ma anche per le innumerevoli discussioni in cui mi sono trovata. In ognuna di queste ho contato fino a 100 prima di rispondere, ma arrivata a 50 già mi sentivo esplodere.

Quello che mi ha ferita di più è vedere che le persone con cui parlavo avevano una visione della realtà assolutamente distorta, derivante solo dal bombardamento mediatico e televisivo. Persone che credono che Eluana sia stata condannata a morte, che sia stata uccisa, che ora chiunque si trovi nelle sue condizioni stia rischiando la propria vita.

Se solo aveste utilizzato un po’ del vostro tempo per informarvi meglio avreste compreso che non è affatto così, che nessuno invierà plotoni di boia nei corridoi degli ospedali per uccidere chi versa in stato vegetativo.

In un paese civile, ciò che l’Italia non è, ognuno di noi dovrebbe essere libero di decidere cosa fare della sua vita.

Ciò non toglie che la vita sia ciò che di più importante abbiamo, “sacra” per i cattolici. Sbaglia chi crede che i non cattolici dispregino il valore della vita. Io, personalmente, non credo in Dio, ma ciò non mi impedisce di attribuire un valore primario alla vita. Ecco, quella di Eluana non era vita e, nella mia visione ideale del mondo, lei aveva la libertà di decidere cosa fare di se stessa.

Ma qui no,in questo paese che crede di essere civile, io non posso disporre di me stessa. Posso disporre di tutto, dei beni materiali, dei pensieri, delle idee, ma non dell’unica cosa che possiedo davvero: il mio corpo.

Sono condannata al volere della politica che ha deciso che non potrò mai, in nessun caso, rinunciare all’alimentazione e all’idratazione. A mani estranee che violeranno la mia intimità quando non potrò ribellarmi.

Spero di non ritrovarmi mai in condizioni così gravi, ma se succedesse, per carità, portatemi in Olanda.

Ma quale verità, quale religione????

Filed under: PuntoD'Incontro — annuska62 @ 01:42

bolle

Alcune sere fa, mentre ascoltavo attentamente  mia figlia che  parlava della Rivoluzione Copernicana , di Galileo Galilei, e della  Santa Inquisizione, una serie di domande senza risposta hanno imbrigliato la mia mente. Mi chiedo, rileggendo  il passato ed il presente della storia dell’uomo che sembra ripetere all’infinito gli stessi errori, ed orrori, com’è possibile che nel 2009 ci siano ancora persone convinte di detenere la verità’ assoluta. E’ possibile che essere religiosi, deve per  forza coincidere con l’impossibilità di essere sfiorati dal dubbio? Io ho avuto un’educazione cattolica, ho seguito fino alla cresima corsi di catechesi, e fu proprio in quegli anni che qualcosa in me cambiò , fu la consapevolezza, che ad ogni domanda che ponevo, la risposta era una certezza , una verità assoluta, e fu proprio il dubbio ad  interrompere la mia fede, ed affossare  per sempre  il mio credo religioso.

Presi in prestito dalla religione alcuni concetti che elaborai,  e che porto con me ancora adesso

ama e rispetta il prossimo tuo come te stesso, e

 non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

Partendo da questi due semplici presupposti mi sono trovata con uno spiccato senso della libertà e con una forte propensione a dissentire, quando qualcuno tenta di limitare la libertà altrui. Il mio dissenso, diventa qualcosa di più quando penso che gli insegnamenti di Cristo quali amare il prossimo,la pietà, il perdono,il sacrificio per gli altri, l’amore per la vita, e saper accettare la morte,sono stati manipolati a tal punto che oggi assisto attonita a dei” veri fedeli” sostenitori della pena di morte, sostenitori della purezza della razza, pronti a incarcerare, allontanare o addirittura bruciare chi non è come loro, rifiutare una cura o un pezzo di pane a chi non e’ suo pari, pronti a sparare per difendere la “propria roba”, pronti alla guerra per salvare i propri interessi. Ecco è a queste persone che mi rivolgo, uomini convinti di avere Dio dalla loro parte, persone che amano la vita, chi vi da il potere di iniziare una nuova crociata, quando siete i primi ad affossare e sotterrare  i principi fondamentali della  religione.

Chi vi da il diritto di decidere per gli altri, della vita altrui. Vi definite  unici difensori della vita, ma forse avete solo una paura fottuta della morte. Chi ama la vita rispetta ogni cosa, uomini. animali , natura, e per nulla al mondo cercano di violentarla, ne cercano di limitare la libertà altrui.

Ho la vaga sensazione, che non e’ l’amore per la vita che vi spinge verso il fondamentalismo di  unica verità assoluta , ma la rabbia, il rancore verso una vita che non vi ha visti fautori del vostro destino, sempre assoggettati al voler altrui, sempre pronti ad asservire senza  discutere, senza porre dei divieti ma facendoveli imporre.  Per questo vi chiedo di  fermarvi a riflettere un momento e riprendere in mano la vostra vita e i vostri credi.

Non lo chiedo per me , ma lo dovete al vostro Dio, che si e’ sacrificato per salvarvi .

10 febbraio 2009

L’unica cosa giusta era il silenzio

Filed under: 1 — mt70 @ 09:44

Non sono d’accordo con Mentana, e non perchè ami il GF, secondo me non doveva andare in onda ieri  come tutte le altre volte, ma perchè ciò che volevo sapere l’avevo già sentito. Mi sono stufata di edizioni straordinarie, leggi straordinarie, indignazioni straordinarie. Vorrei solo un pò di ordinario silenzio,  che aiuti ognuno a pensare e a confrontarsi con se stesso, ancora prima che con gli altri. Vorrei che l’agire in questo Paese cominciasse a essere successivo al pensare. Ieri ho spento tutto, e mi sono concessa un pò di pace anche io.

8 febbraio 2009

La filosofia della libertà

Filed under: DemocraziaAlFuturo — rossaurashani @ 06:46

7 febbraio 2009

Cara dolce figlia violata (lettera per un addio)

Filed under: Lettere — rossaurashani @ 00:19

Cara dolce figlia nostra violata,

invochiamo ogni giorno per te il silenzio,  il rispetto, l’amore che solo noi, tua madre e tuo padre, conosciamo così profondamente.

Abbiamo difeso ogni giorno della nostra vita il tuo diritto alla libertà, quella libertà che tu esigevi quando stavi con noi ed oggi che non ci sei più, che non puoi difenderti, che non puoi più gridare, le loro mani sul tuo corpo martoriato e dimenticato da dio , sono l’ultimo peggiore insulto.

Noi grideremo per te fino al nostro ultimo respiro, noi combatteremo per te fino all’esaurimento delle nostre forze, noi vogliamo per te il rispetto, non possiamo accettare che sul tuo corpo si faccia un mercato di parole, chiediamo che finalmente si taccia onorando la tua dignità e il tuo ricordo.

Noi ti abbiamo generato e fatta crescere, noi abbiamo assistito ai tuoi primi passi, alle tue prime parole, ai tuoi giochi di bambina, alle tue prime prove di forza, sei cresciuta libera e autodeterminata, hai sofferto i piccoli insulti della vita pur grandi per la tua giovane età, abbiamo amato il tuo sorriso, il tuo viso aperto, sapevamo la tua forza e il tuo pensiero. Ma un giorno ti abbiamo perduto. Nulla è rimasto di te tranne il ricordo. Su un letto rimane un involucro vuoto, vuoto di sogni, di sorrisi e di gioia, ma sopratutto vuoto di te.

Lasciateci soli a piangere nostra figlia

Fermate tutti gli orologi
isolate il telefono
fate tacere il cane con un osso succulento.
Chiudete i pianoforti
Si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani, lamentosi, lassù
e scrivano sul cielo il messaggio:
Lei è morta.

3 febbraio 2009

Polvere di gesso

Filed under: Canzoni,Poesie — rossaurashani @ 00:58

Polvere di gesso

Io ogni mattina ascolto l’alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
faccio un segno su un muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l’età
Io ogni mattina quando parto
lascio aperta la mia porta
se qualcuno verrà
e poi metto polvere di gesso
sul pavimento di casa
per i passi che farà
perché quando c’é una porta aperta
di sicuro prima o dopo si sa

Io ogni sera quando torno
lascio delle tracce bianche
sulla polvere che sa
che qui non ci viene mai nessuno
e nemmeno per oggi
non ci sono novità
e poi richiudo la mia porta
per la notte e per il freddo che ci fa

Io ogni mattina ascolto l’alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
graffio un pezzo di muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l’età

GianMaria Testa

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