Lettere Al Futuro

12 febbraio 2009

Io vivo in un paese di cui mi vergogno. E’l’Italia.

Filed under: politica,PuntoD'Incontro — unblogindue @ 13:22

Qualche giorno fa ascoltavo alla radio il programma “Condor”, su Radio Due, e i conduttori hanno chiesto agli ascoltatori se vivessero in un posto di cui si vergognano, a causa del suo nome.

Hanno chiamato gli abitanti di Bastardo, di Sesso, e via così. Ad un certo punto giunge un messaggio che dice:

“Io vivo in un paese di cui mi vergogno. E’ l’Italia.”

I conduttori non hanno potuto far altro che concordare, perché in questi giorni il nostro paese ci ha dato molto di cui vergognarci.

Avevo deciso di non scrivere niente in merito al caso di Eluana Englaro, per molte ragioni. Per rispetto, soprattutto. Ora però, a distanza di alcuni giorni dalla conclusione della vicenda, non riesco più a tacere.

Nonostante ormai si sia detto di tutto, molto più di quanto fosse necessario, ancora ci si accapiglia, ancora si ignora il desiderio di silenzio espresso dalla famiglia, ancora qualcuno si permette di strumentalizzare la vicenda.

Anche io, come l’ascoltatore di Condor, mi vergogno profondamente di essere italiana.

Mi vergogno per questo paese che muore ammantato da un velo di falsa moralità, che si lascia portare alla deriva da uomini indegni che ogni volta riescono a sembrare più stupidi di loro stessi.

Mi vergogno per un paese che non riesce a rispettare i diritti dei suoi abitanti, che non riesce a vedere tutte le differenze che lo animano, che pretende di ingraziarsi il favore dei potenti schiacciando sempre i più deboli.

eluana Mi vergogno per la profonda ignoranza dei miei connazionali, che sembrano aver perso ogni residuo di capacità critica, che si lasciano imbottire la mente da politici che manipolano e strumentalizzano ogni avvenimento e lo girano a loro favore. Mi vergogno perché pare che tutti abbiano perso l’abilità di mettere in discussione le cose dette dai potenti, perché tutti “si bevono” quelle che viene detto senza battere ciglio.

Mi vergogno perché dei personaggi di infimo livello, che si permettono di sedere nelle maggiori istituzioni della Repubblica, si fanno beffe di noi e pontificano su temi che raramente capiscono, di cui non sono in grado di stimare l’importanza. Persone a cui non affideremmo le nostre piante sono in grado, con la loro estrema ignoranza, di condizionare e rovinare le nostre vite, o quel che ne resta.

Mi vergogno perché un politico, un uomo, un padre, si è permesso di dire che Eluana era in grado di generare un figlio. Certo, il fatto che fosse priva di coscienza e quindi la procreazione potesse avvenire solo a seguito di una violenza non ha nemmeno sfiorato la sua mente. Questo è solo il frutto della sua delirante visione sulle donne, che sono solo contenitori: del pene prima, del figlio poi.

Discutendo con mio padre, che ha superato la sessantina e che ne ha viste di ogni colore, mi rendo conto che in me, che ho solo 25 anni, serpeggia un senso di delusione e di disincanto pari al suo, se  non maggiore. E questo è un male.

In questi giorni, non ho problemi a dirlo, ho veramente sofferto. Non solo per la cappa di malumore che regnava, ma anche per le innumerevoli discussioni in cui mi sono trovata. In ognuna di queste ho contato fino a 100 prima di rispondere, ma arrivata a 50 già mi sentivo esplodere.

Quello che mi ha ferita di più è vedere che le persone con cui parlavo avevano una visione della realtà assolutamente distorta, derivante solo dal bombardamento mediatico e televisivo. Persone che credono che Eluana sia stata condannata a morte, che sia stata uccisa, che ora chiunque si trovi nelle sue condizioni stia rischiando la propria vita.

Se solo aveste utilizzato un po’ del vostro tempo per informarvi meglio avreste compreso che non è affatto così, che nessuno invierà plotoni di boia nei corridoi degli ospedali per uccidere chi versa in stato vegetativo.

In un paese civile, ciò che l’Italia non è, ognuno di noi dovrebbe essere libero di decidere cosa fare della sua vita.

Ciò non toglie che la vita sia ciò che di più importante abbiamo, “sacra” per i cattolici. Sbaglia chi crede che i non cattolici dispregino il valore della vita. Io, personalmente, non credo in Dio, ma ciò non mi impedisce di attribuire un valore primario alla vita. Ecco, quella di Eluana non era vita e, nella mia visione ideale del mondo, lei aveva la libertà di decidere cosa fare di se stessa.

Ma qui no,in questo paese che crede di essere civile, io non posso disporre di me stessa. Posso disporre di tutto, dei beni materiali, dei pensieri, delle idee, ma non dell’unica cosa che possiedo davvero: il mio corpo.

Sono condannata al volere della politica che ha deciso che non potrò mai, in nessun caso, rinunciare all’alimentazione e all’idratazione. A mani estranee che violeranno la mia intimità quando non potrò ribellarmi.

Spero di non ritrovarmi mai in condizioni così gravi, ma se succedesse, per carità, portatemi in Olanda.

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2 commenti »

  1. Cara amica, ti dedico il mio più affettuoso abbraccio consolatorio. Lo sai quanto concordo con quello che hai scritto e quanto ammiro la capacità di analisi ed umanità che hanno i giovani e tu in particolar modo.
    Non essere sfiduciata, io credo nell’essere umano, e le idee giuste prima o poi emergeranno anche sopra Re media e i suoi scagnozzi.
    Un bacio
    Ross

    Commento di rossaura — 12 febbraio 2009 @ 18:01 | Rispondi

  2. Cara Ross, quanto vorrei ritrovare un pò di fiducia..spero che arrivi un giorno in cui mi sentirò fiera dei progressi fatti dal mio paese..
    Un abbraccio grandissimo:)

    Commento di unblogindue_wordpress.com — 13 febbraio 2009 @ 12:54 | Rispondi


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