Lettere Al Futuro

15 febbraio 2010

INCONTRO

Filed under: buone intenzione,Canzoni,PuntoD'Incontro — annuska62 @ 01:35

Quando mi avvicinai, mi accorsi che non era molto cambiata.

 I lunghi capelli rossi si agitavano nel vento della notte, mentre guardava sognante la città passarle accanto.

Mi sembrò normale avvicinarmi velocemente e baciarla sulla guancia: “Ciao, è una vita che non ci vediamo, come stai?”

Lei mi guardò imbarazzata. Lo sapevo, nonostante la nostra storia fosse finita da tempo, provai un po’ di gioia nel vederla arrossire e fissarmi a lungo silenziosa

Avrei voluto stringerla a me, avrei voluto sprofondare nella sua lunga chioma come avevo fatto tante volte,  ma avevo paura di perdere per sempre questo incontro.

Le raccontai la mia vita degli ultimi anni,  mentre lei incuriosita ricercava inutili dettagli.

Mi avvicinai sempre di più, sentivo il suo alito caldo ed il suo profumo sul mio viso.

Quanto tempo senza di lei, senza la sua ironia, senza i suoi sorrisi ammiccanti, senza il suo sguardo incuriosito.

Senza pensarci le afferrai la mano e cominciai a riscaldarla.

Quel contatto la fece sussultare e la vidi arrossire, mentre continuavo a parlare per non farla sentire  in imbarazzo.

Era impressionante, come tutto fosse rimasto immutato nel tempo.

Ero sempre più eccitato per quella attrazione che provavamo entrambi.

La città scorreva sotto di noi,  il momento di separarci era sempre più vicino, ma io potevo fermare il tempo.

La sua testa reclinata all’indietro, i suoi occhi ormai due verdi fessure, il  mio corpo ormai incollato alla sua figura,  le aveva tolto ogni visuale.

Il suo mondo ero io, tutto attorno a noi era scomparso. La fissai negli occhi, il suo lungo collo reclinato e la voglia di baciarla si impossessò di me.

Lei con un sorriso smaliziato e divertito, si scostò elegantemente da me, si liberò dalla mia stretta e con fare imbarazzato mi disse :”Scusa, ma sai con l’età non ci vedo molto bene e se mi stai troppo vicino non riesco riconoscerti!”

Rimasi  impietrito, l’incanto era rotto.

Arrivò a destinazione,  mi salutò velocemente chiedendomi  il nome. Non risposi.

La verità mi  sembrò inaccettabile, non mi aveva riconosciuto.

La guardai scendere leggera pronta ad essere inghiottita dalla notte.

Il mio orgoglio di maschio era stato stritolato dalla sua presbiopia.

La odiai, o se la odiai.

Lei  allora si girò di scatto,  mi sorrise scherzosa, lanciandomi  un lunghissimo bacio.

Solo allora capii , da quel suo sorriso malizioso, che lei sapeva chi fossi e che l’aveva sempre saputo.

Annunci

4 commenti »

  1. Il tempo passato non tornamai. 🙂

    Commento di Mario — 15 febbraio 2010 @ 12:59 | Rispondi

  2. Ma chi lo dice che il tempo passa e non ritorna più? Torna, torna.. se lo vuoi tu 🙂

    Commento di rossaura — 15 febbraio 2010 @ 19:12 | Rispondi

  3. Che posso dirti?
    Era “bastato” il nostro incontro, che dire di essere sbattuto in prima pagina?
    Almeno potevi raccontarmi dal tuo punto di vista (sarebbe stato più onesto)o forse lo era?

    Commento di BO1954 — 15 febbraio 2010 @ 21:54 | Rispondi

  4. […] più la stessa. I palazzi si capovolgono sui canali. L’aria diventa putrida. Guardala. E’ tutta colpa di una canzone. Un’altra canzone; questa volta. Anche questa amata. Diversamente. La casualità. Non succede […]

    Pingback di Quel male « E' solo un blog — 26 febbraio 2010 @ 05:44 | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: