Lettere Al Futuro

18 marzo 2010

Lettera ad una figlia che aspetta un bambino

“Sei tanto giovane. Sei troppo giovane!” Queste sono state le stupide parole che ho pronunciato quando con aria casuale mi hai detto: “Mamma volevo dirti che aspetto un bambino.” All’inizio mi è mancato il fiato e poi sono uscita con quella stupida frase che per te non ha alcun senso. Ci ho messo una vita a creare quel rapporto speciale che mi ha reso tua amica, anche se non proprio confidente. Ora mi gioco tutto in due secondi. Mi sento spaventata e scema. E’ sempre stato così. Ti ho seguita nei tuoi primi passi con un’apprensione immotivata. Tu nel mondo ci sapevi andare, tu non tremavi a vivere quanto tremavo io nel vedertelo fare. Ma sei così piccola, amore mio. Non bastano i tuoi venti anni a fare di te una donna.  Ti guardo e vedo  il tuo corpo da bambina, i tuoi sottili capelli che imbiondiscono al sole, la mascherina di lentiggini che sottolineano quel tuo sguardo luminoso color verde mare. Guardo l’espressione imbronciata della tua bocca infantile e le tue gote arrossate dall’emozione del momento. Ecco il segno che avevi solo una calma forzata e che non eri così serena come mi avevi dato a vedere. Piccola mia. Cuore mio. Vedo il tuo corpo oggi così puro, così pulito…ma domani tutto cambierà, domani sarà tutto diverso. Come faccio a dirti che un bambino cambierà la tua vita da sogno in realtà? Avrai la forza di affrontare il mare in burrasca? Perché lo sai che la vita promette sempre burrasca vero? Vorrei dirti: “Ripensaci piccola”. Ma dico solo: “Papà lo sa?” Tu mi guardi con quell’aria di superiorità che prendi sempre  quando mi vuoi far capire  che sono un po’ tarda di comprendonio. Certo che tuo padre già lo sa e che è gia tuo alleato. E’ sempre stato così da quando sei venuta al mondo. Sei nata e lui era già tuo. No, non temere. La mia non è gelosia, ho sempre amato chi ti ama e non importa se ti ama più di quanto ama me. Anche questo è essere madre. Lo imparerai anche tu. “Sei felice?” Tu chini la testa e arrossendo mi rispondi di sì. Allora ti prendo tra le braccia commossa. Sei la mia bambina, la mia donnina. Ti accarezzo i capelli che odorano di pulito. Sento nell’aria un odore famigliare, come di borotalco… mi riporta indietro nel tempo… Anch’io ero felice quando aspettavo te e quando sei nata ho passato tante notti insonni a vegliare i tuoi piccoli malanni di bambina. Ricordo il periodo che stavamo in ospedale ed io e papà temevamo per la tua vita… ma è acqua passata. Ora sei qui e anche noi ci siamo pronti a tutto per te, come sempre. Mi guardi e i tuoi occhi sono due stelle e dici: “Anche Manuel è felice!” Strano, mi ero dimenticata di lui. Anche il tuo ragazzo è tanto giovane, forse anche più di te. Che dire? “Senti, non preoccuparti di niente. Noi vi aiuteremo se ne avrete bisogno.” E Dio solo sa se ne avrete bisogno. Ad un certo punto ti allontani da me. Ti guardo stupita. Tu mi guardi un poco interdetta con quell’aria scocciata, che ti viene quando ti succede un inconveniente che già avevi previsto. Corri agile verso il bagno a vomitare. Inutile dire che la festa è cominciata. Come si fa presto a cambiare la vita quanto c’è un bambino in arrivo.

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30 gennaio 2010

L’avrà scritta pensando a qualche politico??

Filed under: 1,Lettere — marisadalfonso @ 17:16

Questa è una letterina scritta da mia figlia Cecilia che ha 8 anni, a chi starà pensando?

Mistero…

Fai qualcosa di buono-o-o  ridona le cose rubate

durante l’estate-0-0   vedrai che effetto farà

per te e la tua città-0-0 e se non ti perdonano

non lamentarti-o-o   potevi farli contenti

guarda l’aurora,o-o-   in ogni, in ogni ora!

22 dicembre 2009

Buon NATALE e Buon 2010

Filed under: 1 — adriano49 @ 20:39

a tutti gli amici di “lettere al futuro ” un attimo di pace per ascoltare questo inno alla pace e serenità per tutti e che il 2010 porti solo salute.benessere e felicità. Auguri  da Adriano

Così questo è il Natale,
e cosa hai fatto?
un altro anno è passato
ed uno nuovo è appena iniziato
e così questo è il Natale
spero che ti diverta
con il più vicino e il più caro
col più vecchio e il più giovane

un felice Natale
e un meraviglioso anno nuovo
speriamo che sia davvero un buon anno
senza alcuna paura

e così questo è il Natale (la guerra è finita)
per i deboli e per i forti (se lo vuoi)
per i ricchi e per i poveri (la guerra è finita)
il mondo è così sbagliato (se lo vuoi)
e così buon Natale (la guerra è finita)
per i neri e per i bianchi (se lo vuoi)
per i gialli e per i neri (la guerra è finita)
fermiamo tutte le guerre (adesso)

un felice Natale
e un meraviglioso anno nuovo
speriamo che sia davvero un buon anno
senza alcuna paura

così questo è il Natale (la guerra è finita)
e cosa hai fatto? (se lo vuoi)
un altro anno è passato (la guerra è finita)
ed uno nuovo è appena iniziato (se lo vuoi)
e così questo è il Natale (la guerra è finita)
spero che ti diverta (se lo vuoi)
con il più vicino e il più caro (la guerra è finita)
col più vecchio e il più giovane (adesso)

un felice Natale
e un meraviglioso anno nuovo
speriamo che sia davvero un buon anno
senza alcuna paura

la guerra è finita, se lo vuoi
la guerra è finita, adesso

buon Natale.

//

10 febbraio 2009

L’unica cosa giusta era il silenzio

Filed under: 1 — mt70 @ 09:44

Non sono d’accordo con Mentana, e non perchè ami il GF, secondo me non doveva andare in onda ieri  come tutte le altre volte, ma perchè ciò che volevo sapere l’avevo già sentito. Mi sono stufata di edizioni straordinarie, leggi straordinarie, indignazioni straordinarie. Vorrei solo un pò di ordinario silenzio,  che aiuti ognuno a pensare e a confrontarsi con se stesso, ancora prima che con gli altri. Vorrei che l’agire in questo Paese cominciasse a essere successivo al pensare. Ieri ho spento tutto, e mi sono concessa un pò di pace anche io.

7 dicembre 2008

Risposta a “Carissimo Scrooge, il Natale si avvicina”

Filed under: 1,Lettere — rossaurashani @ 15:11

abdita

Mi spiace caro Ebenezer Scrooge, ma non mi sei simpatico, non mi unisco agli auguri di Abdita che è troppo buona e vede in te quello che con molta difficoltà anche Dickens ha cercato di vedere.

Sei tu che hai, per il tuo sporco interesse, levato il fuoco dal camino, il cibo dai piatti, i regali da sotto l’albero e le coperte dai letti nelle case di molte persone, hai creato un mondo a tua immagine e somiglianza, avaro ed egoista, dove il rapporto con gli altri è soltanto valutato a seconda del ritorno in denaro che dà.

Tu non vivrai un Natale triste, da solo, nel tuo grattacielo di New York o nella tua Villa nell’interland milanese, tu avrai una ricca famiglia allargata, avrai molti amici comperati col denaro, avrai ammiratori e successo…. mentre i tuoi ex dipendenti, le tue segretarie bruttine ma brave, quei poveracci che ti hanno creduto e che si sono indebitati per far girare l’economia, comprando l’inutile e cambiando il necessario, quelli che han creduto nei tuoi sorrisi a 24 carati, i semplici insomma, che volevano metterti sul gradino più alto, perchè tu sei il “Capo” e se non ne hai la statura almeno ne hai il denaro…. quei semplici, dicevo, avranno un Natale infame.

Molti hanno le lettere di licenziamento in mano, molti le aspettano con terrore, altri e sono molti non vedranno i loro contratti rinnovati, mentre ci sarà chi batte a tutte le porte per provare, inutilmente, a trovare un lavoro qualsiasi per dare pane alla famiglia.

Caro Ebenezer, caro si fa per dire, questo l’hai voluto tu, pensando ad una economia che ti avrebbe reso più ricco, se non il più ricco, a te parole come stagnazione o recessione, fanno un baffo, ridi del disagio degli altri, perchè il tuo agio si fa ogni giorno più grande, il divario è talmente vasto che non vedi più l’altra sponda.

La notte di Natale i tuoi figli avranno il Babbo Natale che si aspettano e tu riceverai gli onori che ti sono dovuti, non avrai fantasmi dei Natale passati che ti rovineranno i sogni, dormirai sereno con la testa su due guanciali e niente turberà la tua serena vita di uomo di successo.

Nessun pensiero per tutto il resto, nessun rimorso, nessuna giustizia nè divina nè terrena, nessun piccolo topolino zoppo farà mancare qualche colpo al tuo cuore di pietra.

Mi spiace, c’è chi è più buono di me, e anche se non lo meriti ti manda gli auguri di Natale. Io non posso farlo perchè non credo che troverai difficoltà a entrare nel regno dei cieli, non credo che improvvisamente ti trasformerai nel cammello che vuole passare dentro la cruna dell’ago. Credo invece che tu sia più buono di chi delinque per poter accedere alle risorse che non ha, da chi sfrutta il corpo degli altri e da chi lo vende, da chi smercia droga o da chi si guadagna il pane tirando il carretto e bestemmiando come un turco…. (ammesso che i turchi bestemmino). Pertanto, te lo dico di cuore, di getto, entusiasta, senza rete e senza vergogna….. Scrooge mavvvvaffffannn……….

Ross

6 settembre 2008

Morte ala squola publica itagliana…..

Filed under: 1 — rossaurashani @ 08:56

Settembre tempo di tornare a scuola….

Bimbi, ragazzini, ragazzi, giovani e genitori sono alle prese con il rientro scolastico, con le spese per libri e tasse scolastiche, con gli esami di recupero, con i pagamenti degli insegnanti che hanno fatto ripetizione, con grembiulini, zainetti e quant’altro.

Direte voi: “Un periodo di entusiasmi, ansie, preoccupazioni no? Ma è sempre stato così! Oppure no?” Onestamente direi che ora la questione è che siamo pienamente sull’oppure no che avete citato.

130.000 gli insegnanti tagliati, chi lascia la scuola non verrà sostituito, chi sarà malato o assente per un lungo periodo non avrà supplente, si tornerà al maestro unico (e gli altri dove vanno a finire?), si accorperanno le classi, allievi inscatolati come sardine,  pochissime risorse alle scuole, ognuno faccia da sè. Lo Stato ha chiuso i cordoni della borsa, l’istruzione e la cultura vengono bocciate, nessun corso di recupero per tutti gli studenti, facciano da sè, usino la televisione ed internet per imparare, frequentino la scuola privata oppure i tutor all’inglese.

Grande dimostrazione di civiltà l’auspicato ritorno alla scuola di classe? I ricchi vanno a scuola e i non ricchi invece a squola. L’Università a numero chiuso, oppure così “cara” da non consentire a chi non arriva a sostenersi fino alla fine del mese di mandarci i figli: iscrizioni, materiali, testi e spesucce per il mantenimento di un figlio fuori sede…. ora davvero si può dire: ” studia solo chi può ” mica tutti, e che è … non siamo mica un paese dei balocchi siamo in Itaglia se ve ne siete accorti.

Sarà un autunno caldo? Credo che, se lo sarà , dovremo dare la colpa ad un tempo meteorico clemente, ad un’estate che si prolunga non ad una giusta rivendicazione popolare nei confronti di un governo che sta ricostruendo questo nostro povero Paese in un puzzle incomprensibile. Non odo nessun grido scandalizzato, non vedo nessun volto preoccupato, vedo solo il disinteresse, la rassegnazione o il compiacimento per la realizzazione  di un metodo che soddisfa solo il cieco e bieco qualunquismo e “luogocomunesimo” che imperversa (insegnanti = fanulloni, andate a lavorare davvero!).

Insegnanti malpagati chi credete di essere? Pensate davvero di essere il fulcro della conoscenza? Siete così certi che ci sia un valore in quello che fate? Calciatori dovevate diventare. Avreste guadagnato un sacco, avreste scritto libri, vi avrebbero osannato…. un calcio alla cultura e uno al sapere… nessuno si stupirebbe se non sapete parlare, se siete tonti, se non capite un’acca di niente, a voi basterebbe ragionare con i piedi non si chiederebbe niente di più.

Finalmente potrà campeggiare sui muri la scritta: M LA SQUOLA ITAGLIANA senza che a nessuno venga in mente che quella scritta a qualcuno dà fastidio, non solo perchè sta imbrattando un muro della città, ma perchè c’è qualcosa d’altro che non va.

E come dice Carlo: Buon tutto a tutti!

Post suggerito dall’articolo su Dazebao Gelmini taglia la scuola

31 luglio 2008

PEDAGOGIA DEGLI OPPRESSI- RIDERE E’ IL LINGUAGGIO DELL’ANIMA.

Filed under: 1 — annuska62 @ 11:14

AGLI STRACCIONI NEL MONDO

E A COLORO CHE IN ESSI SI RICONOSCONO

E COSI’ RICONOSCENDOSI CON LORO SOFFRONO

MA SOPRATUTTO CON LORO LOTTANO.

P.Freire

Sono mesi che leggo, ormai quotidianamente su internet, la nostra angoscia, la nostra incapacita’ di accettare una situazione italiana talmente incredibile da sembrare un film di fantascienza, (uno di quei film non proprio di successo, visto l’enormità delle contestazioni).

Addentrandomi in molti vostri blog ho potuto scoprire come ognuno di noi abbia cercato un punto di contatto per sopravvivere dopo la delusione del 14 aprile.

Ogni post e’ la ricerca continua, non certo di un Karma, ma di qualcuno che possa condividere questo stato di oppressione che ci circonda. Qualcuno ha detto che noi di sinistra siamo sempre tristi, non sappiamo toglierci di dosso quell’alone grigio del vecchio comunismo.

Io invece penso che non riusciamo a sorridere liberamente sentendoci sempre in una situazione di ingiustizia (e non parlo delle toghe rosse), di insoddisfazione per un mondo che continua a girare sempre per lo stesso verso, sempre a favore degli stessi, lasciando alla deriva una parte di umanità.

Questa tristezza ci sta’ uccidendo a poco a poco, e ci sta’  portando ad essere  sempre più chiusi e sempre piu’ insoddisfatti del nostro vano lavoro di trasformazione e di opposizione.

Per questo vi consiglio che se vogliamo lottare contro questa montagna di m…..a  elaborata dal nostro governo  anacronistico e reazionario ,  facciamolo con uno splendido sorriso sulle labbra

perchè sara’ una ………… RISATA CHE LI SEPPELLIRA’!!!!

o,  almeno spero,

li fara’ …………….CREPARE di INVIDIA!!!!!!!

                                        BERLUSCONI MERITA RISPETTO!!!!!!

29 luglio 2008

Aggiornamenti sulle missione di Guerrillaradio a Gaza

Filed under: 1 — annuska62 @ 20:36

25 luglio 2008

Lettera aperta di Guerrillaradio sulla sua missione via mare a Gaza. Da leggere e diffondere, grazie!

Filed under: 1 — Audrey @ 22:01
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Cari amici, lettori, frequentatori ed anche (perchè no?) nemici di questo blog :-), 

due giorni fa ho ricevuto dall’amico Guerrillaradio aka Vik, questa lettera aperta con l’invito a diffonderla.

Parla del viaggio che sta per intraprendere, con altri amici/compagni di ventura, verso Gaza.

Non voglio ripetere ciò che Vik ha scritto, molto meglio di quanto possa fare io, su questa iniziativa, semplicemente leggetela e diffondentela!

Con amicizia mi ha scelta (insieme ad un’altra persona sua amica) per tenere i collegamenti e le comunicazioni qui in Italia, riferendo news ad andamento del tutto, fermo rimanendo che cercherà, in qualche modo di tenere aggiornato il suo blog.
In caso di problemi con le autorità israeliane (Vik è già stato incarcerato per alcuni gg a Gerusalemme nel corso di una passata “missione”) faremo di tutto per attivarci nelle sedi adeguate.

Vi lascio alla lettera aperta di Vik, chiedendovi la cortesia di riportarla nei vostri blog e cmq di diffonderla il più possibile.
Vittorio lo merita, per la sua umanità ed il suo coraggio.

Grazie a tutti,
Audrey

Fra poco meno di due settimane cercherò di entrare a Gaza.

Con una quarantina di attivisti per i diritti umani provenienti da 15 paesi diversi, compresi palestinesi e israeliani, e un carico di aiuti umanitari abbiamo deciso di sbarcare sulle coste della Palestina.

Il primo di agosto ci ritroveremo a Cipro, e il 5 salperemo su alcune barche che abbiamo acquistato verso Gaza, laddove ci attendono i rappresentati di una decina di ONG che ci hanno invitato. (fra cui the Palestinian Red Crescent Society in the Gaza Strip, the Palestinian Medical Relief Society, the Palestinian Centre for Human Rights and the Gaza Community Mental)

La condizione umanitaria di un milione e mezzo di palestinesi, uomini donne e bambini incarcerati illegalmente in Gaza è catastrofica,la peggiore degli ultimi 40 anni di occupazione israeliana.
Nonostante Israele dichiari che Gaza non è più occupata, di fatto nega alla vasta maggioranza della popolazione l’accesso al lavoro, agli spostamenti, all’educazione, alla sanità, e al diritto di ricevere visitatori.

Abbiamo provato a ritornare in Palestina per terra.
Ci abbiamo riprovato per aria.Nonostante io come i miei compagni siamo tutti pacifisti che professano la non violenza, siamo stati arrestati, incarcerati e ingiustamente processati dinnanzi alle corti israeliane.
Adesso ci siamo fatti seri, via mare salperemo per Gaza.

Navigando su acque internazionali,
ed essendo invitati dai palestinesi,
non abbiamo ritenuto doveroso informare Israele.

Le leggi internazionali dichiarano esplicitamente che abbiamo tutti i diritti di andare a visitare Gaza.

Il parlamentare palestinese al-Khudari ha sottolineato che “ricevere la nave che arriva per rompere l’assedio è un diritto del popolo palestinese. Essa giunge attraverso le acque nazionali, e nessuno potrà intromettersi, né Israele né altri”.

Il nostro obbiettivo è quello di rompere l’assedio israeliano di Gaza, dimostrando tutta la nostra solidarietà alla popolazione palestinese.
Importando a Gaza contemporaneamente ai beni di prima necessita noi stessi,
insegnanti, medici, operatori umanitari e attivisti per i diritti umani.

Con noi ci saranno alcuni sopravvissuti della nakba,
la “catastrofe” palestinese,
e Hedy Epstein, 84enne sopravvissuta all’olocausto.

I premi Nobel per la pace Desmond Tutu, Jimmy Carter e Mairead Maguire hanno ufficialmente espresso il loro sostegno alla missione (link: il supporto di Desmond Tutu), così come diversi parlamentari inglesi (In the UK, MPs Jeremy Corbyn and Lynne Jones, MEP Caroline Lucas, and retired MP Alice Mahon have all expressed support for this project. )

Il regista inglese Ken Loach ci ha inviato un suo contributo in sterline e ha espresso il suo supporto.

Sappiamo a quali notevoli rischi andiamo incontro,ma siamo al contempo parecchio stanchi e frustrati dell’inerzia della comunità internazionale,è ora che qualcuno si muova per cercare di frenare il lento genocidio di un milione e mezzo di innocenti.

Non ne possiamo più di far finta di niente,di girarci dall’altra parte dinnanzi alle stragi quotidiane,alla vista di quell’ immensa prigione a cielo aperto che oggi è Gaza.

Cercando di rompere l’assedio, vogliamo restituire ai palestinesi una parte della loro libertà negata. Quella sovranità della Palestina sancita dall’Onu e dalle leggi internazionali.
Porteremo con noi delle reti, e se riusciremo a sbarcare per prima cosa porteremo a pescare con noi i pescatori palestinesi,oggi ridotti a bersagli galleggianti per i cecchini sulle navi da guerra israeliane.
Sulla via del ritorno verso Cipro, vogliamo portare con noi tutti quei palestinesi che necessita di cure mediche urgenti ed immediate.

Qualunque sia l’esito della nostra missione,
che il nostro gesto, il nostro determinato sacrificio,
possa smuovere ulteriormente le coscienza di un mondo adulterato dall’arroganza dell’indifferenza.

Ci sono terribili catastrofi naturali a questo mondo, come terremoti e uragani, inevitabili.
A Gaza è in corso una catastrofe umanitaria perpetrata da Israele ai danni di un popolo che vorrebbe ridotto alla più completa miseria, sottomissione.
Il mondo intero non può ignorare questa tragedia, e se lo fa, non includeteci in questo mondo.
Chiediamo solo che alcune semplici imbarcazioni approdino a Gaza con il loro carico di pace, amore, empatia,
che a tutti i palestinesi siano concessi gli stessi diritti di cui godono gli israeliani,e qualsiasi altro popolo del pianeta.

Soffiate sulle nostre vele, remate con noi,
la giustizia e la libertà sono diritti spogliati di cittadinanza,
riguardano l’intera comunità di esseri umani senza esclusione alcuna.

Restiamo umani,
Vittorio Arrigoni

http://guerrillaradio.iobloggo.com/

website della missione: http://www.freegaza.org/

————–
link di approfondimento:

http://seattlepi.nwsource.com/opinion/371366_firstperson21.html

http://www.silviacattori.net/article464.html

http://www.silviacattori.net/article112.html

http://www.redress.cc/palestine/rkysia20080706

in italiano: http://www.infopal.it/testidet.php?id=8897

20 giugno 2008

Da sei giorni bloccato nella vasca sopravvive bevendo dalla doccia

Filed under: 1 — adriano49 @ 14:28

È sopravvissuto sei giorni senza cibo, bloccato

nella vasca da bagno, sorseggiando acqua dal

tubo della doccia. Enea Domenighini, classe

1927, ingegnere ed ex insegnante del Malignani,

era bloccato da venerdì. Non poteva muoversi

per un improvviso problema

alle gambe. Ma non si è perso

d’animo. «Sapevo che senza

cibo non sarei morto e che dovevo

continuare a bere», ha detto

ai soccorritori del 118, dei vigili

del fuoco e della Volante che ieri

mattina lo hanno soccorso grazie

agli amici del “Bar Gorizia”

di Udine, dove l’ingegnere è un

cliente abituale e la sua assenza

non è passata inosservata.

In via Gorizia, dove l’anziano abita, ieri gli

udinesi hanno dimostrato che in città esiste

ancora un controllo sociale che impedisce agli

anziani di perdersi nei meandri dell’anonimato

e dell’indifferenza. Hanno vinto la solidarietà

di quartiere, le regole di buon vicinato e

l’affetto di cui ha saputo circondarsi Enea Domenighini.

«Non lo vedevo da qualche giorno –

racconta Norma Nassinvera, la proprietaria

del “Bar Gorizia” – anche una commessa del

supermercato dove l’ingegnere va di solito a

fare la spesa non lo vedeva da giovedì scorso».

Quando non stava bene, l’anziano era solito

telefonare al supermercato e si faceva portare

la spesa a casa. «Ho chiamato un ragazzo che

lavora al distributore di benzina qui a fianco –

prosegue la barista – e siamo andati a casa sua.

Abbiamo bussato e l’abbiamo chiamato, ma

nessuno rispondeva». Sempre più preoccupata

la signora Norma ha chiesto al ragazzo di scavalcare

il muretto della casa di Domenighini

per guardare in casa attraverso le finestre. Ma

le tapparelle erano chiuse. «In garage c’erano

le auto, allora sono rientrata in bar e ho chiamato

il 113 perchè ho capito che

poteva essere successo qualcosa di grave».

I poliziotti della Squadra Volante

hanno subito chiamato i

vigili del fuoco. «Sono qui», ha

gridato l’ottantunenne quando

ha sentito i rumori all’ingresso.

Era nella vasca da bagno. «Mi si

è bloccata una gamba, non riuscivo

più a uscire», ha spiegato.

In tutti questi giorni non si è mai lasciato

andare. È riuscito a recuperare qualche indumento

lasciato ai piedi della vasca prima di

fare il bagno. Poi ha smontato l’erogatore della

doccia, così da poter bere dal tubo con maggior

facilità. Era tranquillo, lucido. Il personale

medico ha comunque preferito portarlo in

ospedale per qualche accertamento.

«Io ancora non l’ho visto – racconta la donna

che ha mobilitato i soccorsi – ma nei prossimi

giorni andrò a trovarlo in ospedale». La signora

Norma ha raccontato l’episodio con le lacrime

agli occhi, provando un’estrema tenerezza

verso l’anziano che vive solo e di prendere una

badante non vuol proprio saperne. «Per fortuna

è finito tutto bene», sospira. Grazie ai buoni

vicini di casa.

Lisa Zancaner ( il Gazzettino “ cronaca di Udine di venerdì 20/06/2008 )

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