Lettere Al Futuro

26 dicembre 2012

Quando la morte avrà…..

Filed under: buone intenzione,Canzoni,memoria — annuska62 @ 18:41

Ho riletto a distanza di un anno il tuo messaggio di auguri e la mia risposta, un pò banale, quasi che in quelle parole potessi scorgere chissà quale verità, quale spiegazione razionale a quello che è successo, ma non è stato così. C’è solo un grande vuoto, che non riusciamo a colmare in nessun modo, perché nulla al mondo potrà restituirci la tua “fisicità”, la tua presenza così assordante, ma al tempo stesso, così incapace a collocarti in una dimensione meno caotica e conflittuale, dove per noi sarebbe stato più facile starti vicino. A noi rimane per ora  il silenzio, quando la ferita non farà così male, forse sarà il tempo delle parole.

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14 aprile 2012

Un uomo Vittorio Arrigoni

Filed under: buone intenzione,DemocraziaAlFuturo,giovani — annuska62 @ 21:51

“……il Potere vinse ancora una volta, l’eterno Potere che non muore mai, che cade solo per risorgere, uguale a se stesso, diverso solo nella tinta. Ma tu lo avevi ben capito che sarebbe finita a quel modo e, se mai avesti un dubbio, esso svanì nell’attimo in cui tirasti il respiro profondo che ti succhiava dall’altra parte del pozzo dove vengono puntualmente gettati coloro che vorrebbero cambiare il mondo, abbattere la Montagna, dare voce e dignità al gregge che bela dentro il suo fiume di lana.I disubbidienti. I solitari incompresi. I poeti. Gli eroi delle fiabe insensate ma senza le quali la vita non avrebbe alcun sensno e battersi sapendo di perdere sarebbe pura follia. Tuttavia per un giorno, quel giorno che conta, che riscatta , che viene magari quando non si spera più e venendo lascia nell’aria un microscopico seme da cui sboccierà un fiore, lo capì anche il gregge che bela dentro il fiume di lana.” (Un uomo- O.Fallaci)

E quel seme ha germogliato , in quelli che ti hanno amato, in quelli che ti hanno conosciuto, in quelli che  hanno letto ogni  tua parola, ogni tuo messaggio ogni tuo richiamo a RESTARE UMANI. Sembra impossibile, eppure è successo . Il silenzio e il dolore causato dalla tua morte ha risvegliato in moltissime persone la consapevolezza che bisognava portare avanti il tuo sogno, che non era altro che il desiderio di ogni persona, di un mondo più giusto, della fine delle atrocità perpetrate da un popolo su un altro, della possibilità di dare voce a chi non ne ha.

E sì, questi sono i sogni di tutti noi, ma sono valori, ideali, desideri che purtroppo molto spesso affondiamo nella quotidianità senza preoccuparci che non basta alzarci, mangiare, bere, lavorare, dormire, quando c’e’ una parte di umanità che non ha i tuoi stessi diritti, che non può accedere alla libertà, ai propri bisogni, alla possibilità di vivere una vita degna di essere vissuta.

La tua vita e la tua morte sono servite a risvegliare le nostre  coscienze  assopite, ma il prezzo pagato è stato troppo alto.

Domani ci ritroveremo in tanti per ricordarti, ci stringeremo attorno a quelle persone che ti hanno amato, divideremo con loro il peso insopportabile della tua morte, affronteremo il dolore come unica speranza per un mondo diverso, dove non sarà possibile uccidere un uomo e sopprimere i suoi sogni.

                                                                                                                                  ciao Vik!

30 settembre 2010

Da “Il giovane Holden a …. Le ragazze con l’asinello”

Giorni fa mia figlia mi ha stupito annunciandomi che non credeva più all’idea di dedicarsi alla biologia marina ed al mondo animale, scelta che da anni mi sbandierava come unica soluzione possibile per evadere da una società che le sembrava troppo lontana, difficile da capire e così inutile da cambiare. La sua scelta è ora  di immergersi nella studio della storia antica, dall’antropologia per riuscire a carpire i segreti ancora non svelati di una evoluzione che ci ha portati fino ai giorni nostri, ad una società che  purtroppo, anche per noi adulti, risulta  irrazionale e tragica. Ecco, mi son detta, questa sarà la nuova generazione che cercherà  le proprie verità partendo dal passato, magari in isolamento, scelte molto lontane dalle precedenti generazioni quelle delle rivolte degli anni ’50 , del ’68 e del ’78, che cercarono in ribellioni collettive e a volte nella violenza,  il crollo della società e la rinascita di un mondo nuovo. E proprio in questi giorni, un amico mi ha raccontato un episodio avvenuto alla fine di gennaio, il racconto di un viaggio, di una  ricerca che non ha tempo, ma che si ripete sempre diversa e sempre uguale.

Le ragazze con l’asinello di Fabio Lombardo

Uscendo dalla stazione di Mestre per avviarmi verso il garage dove tengo la macchina, mi sono trovato di fronte a qualcosa a dir poco inconsueta.Due ragazze, in compagnia di un asinello, camminavano tranquillamente, assolutamente incuranti di quanto le circondava. Erano di circa venti anni e se ne andavano semplicemente in giro per l’Italia, in compagnia del loro fidato amico, a piedi, per conoscere città, luoghi, persone, cose.Guardarle nei loro occhi è stato per me un nuovo respiro. C’era qualcosa di biblico in loro, nei loro occhi sorpresi del mio sorprendermi, nel loro abbigliamento di pantaloni di tela, scarponcini adatti a chi deve molto camminare, giubbotti dotati di strisce rifrangenti per essere visibili al buio.Avevano disposto due zaini sulla schiena del loro asinello, si erano munite di bastoni utili per il loro cammino, ed erano semplicemente andate. Sono stato totalmente preso dalla bellezza della situazione. Cosa c’è, mi sono chiesto, nel cuore di due ventenni che se ne vanno in cerca di briciole di verità, a modo loro, incuranti della fitta ottusità che ci circonda, della sgangheratezza di questo mondo che ci bombarda di “valori” demenziali?

I giornali di ieri davano molto spazio alla scomparsa di Salinger, reso famoso da” Il giovane Holden”, che aveva passato gli ultimi anni della propria vita a nascondersi per tenersi fuori dalle lusinghe della celebrità, avendo perfettamente capito che un uomo che meriti la fama sa che in fondo non ne vale la pena.
Non ho potuto fare a meno di considerare il suo rifiuto della ” realtà ” simile a quello di queste due giovani donne, consapevoli che, in fondo, non abbiamo che la nostra anima e il dovere di mantenerla integra da tutto ciò che ne minaccia la purezza.
Mi sono sentito commosso e felice.

2 settembre 2010

Dell’Utri “…è peggio se mi danno del cornuto che del mafioso”

Filed under: buone intenzione,moralismo — annuska62 @ 20:21

“…certamente se mi dicono mafioso non e che mi fa piacere, però se mi dicono cornuto è peggio ancora”

                                                                           Complimenti per la logica.

Non ci rimane che sperare, perchè molti di noi preferirebbero mantenere un  onesto Senatore Cornuto  piuttosto che …..Mafioso.

Ps.Alla Provvidenza ed alle corna non ci sono limiti.

 Vuoi vede’, che oltre ad essere  mafioso sei anche cornuto?

15 febbraio 2010

INCONTRO

Filed under: buone intenzione,Canzoni,PuntoD'Incontro — annuska62 @ 01:35

Quando mi avvicinai, mi accorsi che non era molto cambiata.

 I lunghi capelli rossi si agitavano nel vento della notte, mentre guardava sognante la città passarle accanto.

Mi sembrò normale avvicinarmi velocemente e baciarla sulla guancia: “Ciao, è una vita che non ci vediamo, come stai?”

Lei mi guardò imbarazzata. Lo sapevo, nonostante la nostra storia fosse finita da tempo, provai un po’ di gioia nel vederla arrossire e fissarmi a lungo silenziosa

Avrei voluto stringerla a me, avrei voluto sprofondare nella sua lunga chioma come avevo fatto tante volte,  ma avevo paura di perdere per sempre questo incontro.

Le raccontai la mia vita degli ultimi anni,  mentre lei incuriosita ricercava inutili dettagli.

Mi avvicinai sempre di più, sentivo il suo alito caldo ed il suo profumo sul mio viso.

Quanto tempo senza di lei, senza la sua ironia, senza i suoi sorrisi ammiccanti, senza il suo sguardo incuriosito.

Senza pensarci le afferrai la mano e cominciai a riscaldarla.

Quel contatto la fece sussultare e la vidi arrossire, mentre continuavo a parlare per non farla sentire  in imbarazzo.

Era impressionante, come tutto fosse rimasto immutato nel tempo.

Ero sempre più eccitato per quella attrazione che provavamo entrambi.

La città scorreva sotto di noi,  il momento di separarci era sempre più vicino, ma io potevo fermare il tempo.

La sua testa reclinata all’indietro, i suoi occhi ormai due verdi fessure, il  mio corpo ormai incollato alla sua figura,  le aveva tolto ogni visuale.

Il suo mondo ero io, tutto attorno a noi era scomparso. La fissai negli occhi, il suo lungo collo reclinato e la voglia di baciarla si impossessò di me.

Lei con un sorriso smaliziato e divertito, si scostò elegantemente da me, si liberò dalla mia stretta e con fare imbarazzato mi disse :”Scusa, ma sai con l’età non ci vedo molto bene e se mi stai troppo vicino non riesco riconoscerti!”

Rimasi  impietrito, l’incanto era rotto.

Arrivò a destinazione,  mi salutò velocemente chiedendomi  il nome. Non risposi.

La verità mi  sembrò inaccettabile, non mi aveva riconosciuto.

La guardai scendere leggera pronta ad essere inghiottita dalla notte.

Il mio orgoglio di maschio era stato stritolato dalla sua presbiopia.

La odiai, o se la odiai.

Lei  allora si girò di scatto,  mi sorrise scherzosa, lanciandomi  un lunghissimo bacio.

Solo allora capii , da quel suo sorriso malizioso, che lei sapeva chi fossi e che l’aveva sempre saputo.

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