Lettere Al Futuro

27 febbraio 2016

Canzone per un….amico

Filed under: Canzoni,giovani,memoria — annuska62 @ 22:29

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IN MORTE DI L.A.

…La dolce estate

era già cominciata

vicino lui sorrideva,

vicino lui sorrideva… 

Non lo sapevi

che c’era la morte,

quando si è giovani è strano 

poter pensare

che la nostra sorte

venga e ci prenda per mano,

venga e ci prenda per mano… 

Vorrei sapere a che cosa è servito

vivere, amare, soffrire, 

spendere tutti i tuoi giorni passati

se  presto hai dovuto partire,

se presto hai dovuto partire… 

Voglio però ricordarti com’eri

pensare che ancora vivi

Voglio pensare

che ancora mi ascolti

e che come allora sorridi

e che come allora sorridi

 

14 aprile 2012

Un uomo Vittorio Arrigoni

Filed under: buone intenzione,DemocraziaAlFuturo,giovani — annuska62 @ 21:51

“……il Potere vinse ancora una volta, l’eterno Potere che non muore mai, che cade solo per risorgere, uguale a se stesso, diverso solo nella tinta. Ma tu lo avevi ben capito che sarebbe finita a quel modo e, se mai avesti un dubbio, esso svanì nell’attimo in cui tirasti il respiro profondo che ti succhiava dall’altra parte del pozzo dove vengono puntualmente gettati coloro che vorrebbero cambiare il mondo, abbattere la Montagna, dare voce e dignità al gregge che bela dentro il suo fiume di lana.I disubbidienti. I solitari incompresi. I poeti. Gli eroi delle fiabe insensate ma senza le quali la vita non avrebbe alcun sensno e battersi sapendo di perdere sarebbe pura follia. Tuttavia per un giorno, quel giorno che conta, che riscatta , che viene magari quando non si spera più e venendo lascia nell’aria un microscopico seme da cui sboccierà un fiore, lo capì anche il gregge che bela dentro il fiume di lana.” (Un uomo- O.Fallaci)

E quel seme ha germogliato , in quelli che ti hanno amato, in quelli che ti hanno conosciuto, in quelli che  hanno letto ogni  tua parola, ogni tuo messaggio ogni tuo richiamo a RESTARE UMANI. Sembra impossibile, eppure è successo . Il silenzio e il dolore causato dalla tua morte ha risvegliato in moltissime persone la consapevolezza che bisognava portare avanti il tuo sogno, che non era altro che il desiderio di ogni persona, di un mondo più giusto, della fine delle atrocità perpetrate da un popolo su un altro, della possibilità di dare voce a chi non ne ha.

E sì, questi sono i sogni di tutti noi, ma sono valori, ideali, desideri che purtroppo molto spesso affondiamo nella quotidianità senza preoccuparci che non basta alzarci, mangiare, bere, lavorare, dormire, quando c’e’ una parte di umanità che non ha i tuoi stessi diritti, che non può accedere alla libertà, ai propri bisogni, alla possibilità di vivere una vita degna di essere vissuta.

La tua vita e la tua morte sono servite a risvegliare le nostre  coscienze  assopite, ma il prezzo pagato è stato troppo alto.

Domani ci ritroveremo in tanti per ricordarti, ci stringeremo attorno a quelle persone che ti hanno amato, divideremo con loro il peso insopportabile della tua morte, affronteremo il dolore come unica speranza per un mondo diverso, dove non sarà possibile uccidere un uomo e sopprimere i suoi sogni.

                                                                                                                                  ciao Vik!

15 aprile 2011

Innamorato della Palestina

Filed under: adulti,comunicazione,DemocraziaAlFuturo,giovani,lettera,politica — annuska62 @ 09:02

Innamorato dalla Palestina

I tuoi occhi sono una spina nel cuore
lacerano, ma li adoro.

Li proteggo dal vento
e li conficco nella notte e nel dolore
cosi la sua ferita illumina le stelle,
trasforma il presente in futuro
più caro della mia anima.

Dimentico qualche tempo dopo
quando i nostri occhi si incontrano
che una volta eravamo
insieme, dietro il cancello.

Le tue parole erano una canzone
che io tentavo di cantare ancora,
ma la tribolazione si era posata
sulle fiorenti labbra.

Le tue parole come la rondine
volarono via da casa mia
volarono anche la nostra porta
e la soglia autunnale
inseguendo te,
dove si dirigono le passioni ….
I nostri specchi si sono infranti
la tristezza ha compiuto 2000 anni,
abbiamo raccolto le schegge del suono
e abbiamo imparato a piangere la patria.

La pianteremo insieme,
nel petto di una chitarra;
la suoneremo sui tetti della diaspora
alla luna sfigurata ed ai sassi.

Ma ho dimenticato,
oh tu dalla voce sconosciuta !
Ho dimenticato,
è stata la tua partenza
ad arrugginire la chitarra,
o è stato il mio silenzio ?

Ti ho vista ieri al porto
viaggiatore senza provviste … senza famiglia.
Sono corso da te come un orfano
chiedendo alla saggezza degli antenati:
perché trascinare il giardino verde
in prigione, in esilio, verso il porto
se rimane, malgrado il viaggio,
l’odore del sale e dello struggimento,
sempre verde?

Ho scritto sulla mia agenda:
amo l’arancio e odio il porto,
ho aggiunto sulla mia agenda:
al porto mi fermai
la vita aveva occhi d’inverno,
avevamo le bucce dell’arancio
e dietro di me la sabbia era infinita!

Giuro, tesserò per te
un fazzoletto di ciglia
scolpirò poesie per i tuoi occhi
con parole più dolce del miele
scriverò “sei palestinese e lo rimarrai”

Palestinesi sono i tuoi occhi,
il tuo tatuaggio
Palestinesi sono il tuo nome,
i tuoi sogni
i tuoi pensieri e il tuo fazzoletto.
Palestinesi sono i tuoi piedi,
la tua forma
le tue parole e la tua voce.

Palestinese vivi, palestinese morirai.

MAHMUD DARWISH

Caro Vik, queste sono le parole che ti ho dedicato per il  tuo compleanno, e con queste parole voglio salutarti e ringraziarti  per tutto quello che hai fatto

Un uomo di pace non si può ne’ assassinare, ne’ annientare perchè è così grande la forza del suo pensiero, che schiaccerà per sempre i suoi assassini 

                                                   RESTIAMO UMANI!

9 ottobre 2010

Io ci credo ancora, la nostra ribellione è ….. MANIFESTAZIONE!

by Biri

 

 Possiamo ancora credere ai cambiamenti?????

Io penso proprio di sì!

Proprio ieri si è svolto, in tutte le città d’Italia, uno sciopero studentesco dove, solo in Veneto, hanno manifestato oltre 40.000 studenti, che scendendo in piazza, hanno protestato contro i tagli alla scuola e alle terribili conseguenze createsi. La decisione sulla mia presenza o meno a questa manifestazione è stata presa assieme a delle amiche. Discutendone, è venuto fuori che a nessuno importerà nulla se noi facciamo sciopero, poichè nulla cambierà mai. A questa loro affermazione non ho potuto che obbiettare dicendo: “Perchè proprio noi, che siamo il futuro di questo mondo, come d’altra parte dicono sempre tutti, dovremmo sottostare a un governo e a delle leggi ingiuste che a poco a poco ci tolgono il diritto allo studio? Solo continuando a lottare per i nostri diritti potremo vincere le nostre battaglie!  ”

La nostra decisione allora è stata unisona: presenza, costanza e ribellione. 

Ci siamo presentate puntuali alla manifestazione e aggregandoci alla nostra scuola, abbiamo cominciato a manifestare.

Devo dire che lottare, per risolvere le nostre problematiche, non solo ti fa sentire forte, ma anche libera: la tua voce, aggiunta a tutte le altre, ti rimbomba dentro e la convinzione di essere nel giusto cresce. La soddisfazione nel vedere che oltre a te, tanti sono gli studenti che protestano, mi fa pensare che il cambiamento ci potra’ essere. Immagino, che grazie  a noi, a quelli che poco prima, molti definivano “scarti” della socetà,

il mondo possa diventare migliore.

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

30 settembre 2010

Da “Il giovane Holden a …. Le ragazze con l’asinello”

Giorni fa mia figlia mi ha stupito annunciandomi che non credeva più all’idea di dedicarsi alla biologia marina ed al mondo animale, scelta che da anni mi sbandierava come unica soluzione possibile per evadere da una società che le sembrava troppo lontana, difficile da capire e così inutile da cambiare. La sua scelta è ora  di immergersi nella studio della storia antica, dall’antropologia per riuscire a carpire i segreti ancora non svelati di una evoluzione che ci ha portati fino ai giorni nostri, ad una società che  purtroppo, anche per noi adulti, risulta  irrazionale e tragica. Ecco, mi son detta, questa sarà la nuova generazione che cercherà  le proprie verità partendo dal passato, magari in isolamento, scelte molto lontane dalle precedenti generazioni quelle delle rivolte degli anni ’50 , del ’68 e del ’78, che cercarono in ribellioni collettive e a volte nella violenza,  il crollo della società e la rinascita di un mondo nuovo. E proprio in questi giorni, un amico mi ha raccontato un episodio avvenuto alla fine di gennaio, il racconto di un viaggio, di una  ricerca che non ha tempo, ma che si ripete sempre diversa e sempre uguale.

Le ragazze con l’asinello di Fabio Lombardo

Uscendo dalla stazione di Mestre per avviarmi verso il garage dove tengo la macchina, mi sono trovato di fronte a qualcosa a dir poco inconsueta.Due ragazze, in compagnia di un asinello, camminavano tranquillamente, assolutamente incuranti di quanto le circondava. Erano di circa venti anni e se ne andavano semplicemente in giro per l’Italia, in compagnia del loro fidato amico, a piedi, per conoscere città, luoghi, persone, cose.Guardarle nei loro occhi è stato per me un nuovo respiro. C’era qualcosa di biblico in loro, nei loro occhi sorpresi del mio sorprendermi, nel loro abbigliamento di pantaloni di tela, scarponcini adatti a chi deve molto camminare, giubbotti dotati di strisce rifrangenti per essere visibili al buio.Avevano disposto due zaini sulla schiena del loro asinello, si erano munite di bastoni utili per il loro cammino, ed erano semplicemente andate. Sono stato totalmente preso dalla bellezza della situazione. Cosa c’è, mi sono chiesto, nel cuore di due ventenni che se ne vanno in cerca di briciole di verità, a modo loro, incuranti della fitta ottusità che ci circonda, della sgangheratezza di questo mondo che ci bombarda di “valori” demenziali?

I giornali di ieri davano molto spazio alla scomparsa di Salinger, reso famoso da” Il giovane Holden”, che aveva passato gli ultimi anni della propria vita a nascondersi per tenersi fuori dalle lusinghe della celebrità, avendo perfettamente capito che un uomo che meriti la fama sa che in fondo non ne vale la pena.
Non ho potuto fare a meno di considerare il suo rifiuto della ” realtà ” simile a quello di queste due giovani donne, consapevoli che, in fondo, non abbiamo che la nostra anima e il dovere di mantenerla integra da tutto ciò che ne minaccia la purezza.
Mi sono sentito commosso e felice.

21 gennaio 2010

Non si scrivono più lettere ai figli

E’ da un po’ di tempo che questo blog langue. Sinceramente me ne dispiace molto anche se ad un certo punto della sua vita di questo blog, io stessa, che credevo nella sua utilità, l’ho tradito. Mi sono fatta un altro blog. Un luogo dove ero libera di “cazzeggiare” e di farmi “seghe mentali”, passatemi i termini un po’ gogliardici, ma li trovo giustificati perchè attinenti all’argomento. Non con questo intendo dire che fosse sbagliato o che ci fosse un intento criminale nell’avere un altro blog, solo che i risultati sono stati una magra soddisfazione personale che non era condivisibile.
Avere un altro blog tutto mio mi ha portato distante da questo tema che comunque e reiteratamente sento importante: la comunicazione con i figli, ma non solo, con essi anche la comunicazione col mondo giovanile e con chi ne viene continuamente a contatto.
Lettere al Futuro è nato come punto di incontro tra persone diverse che avevano voglia di confrontarsi sul tema educativo e percettivo giovanile, ma sicuramente l’ambizione era più ampia ed era insita proprio negli strumenti scelti: un blog e la lettera. Il blog è lo strumento più libero, giovane e immediato per raggiungere i destinatari del messaggio, ossia il “messaggero alato” di antica tradizione. La lettera il sistema più classico, diretto e personale di comunicazione.
La nostra ambizione arrivava a tale livello da farci pensare che a questi messaggi ci sarebbero potute essere delle risposte, degli “avvisi di ricevimento” e se non proprio così almeno un minimo di scambio di opinioni.
In effetti qualcosa si è mosso, ma la formula si era trasformata in “scambio di opinioni tra autori”. Una forma di dialogo piuttosto chiusa e dai risultati dubbi. Mi prendo la mia parte di colpe. Gli argomenti erano sfiziosi (tipo: l’aborto, la fede, l’eugenetica, ecc.) per aprire uno strenuo dibattito anche se poi, alla fine, è diventato uno scontro fra due fazioni che ad onor del vero, mai e poi mai hanno saputo dialogare. Per ovvie ragioni non desidero rinfocolare, per esacerbare gli animi, gli argomenti già trattati, discussioni avvenute tra adulti, pur se permeati di buone intenzioni, ma di poco costrutto. Oggi prendendomi la mia responsabilità sulla virata del temi trattati, continuo nel convincimento che in questo tempo e in queste condizioni la necessità di comunicare con i nostri figli e i giovani in particolare sia di vitale importanza. Non voglio fare del moralismo e non intendo autoeleggermi quale rappresentante di una categoria superiore che elargisce insegnamenti nei confronti di un’altra categoria inferiore e non qualificata ad insegnare molto a sua volta. Rifiuto questo pregiudizio perchè sarebbe una posizione assurda e fuori luogo. Se i nostri figli sono il nostro futuro e i giovani sono gli uomini di domani, vorrei capire chi deve imparare cosa e cosa deve essere insegnato o imparato.
Io credo, nella mia illusa passione, che ci sia molta strada da fare per poter ricominciare a scrivere “lettere” ai nostri figli, lettere che possano venire lette, discusse e conservate. Lettere che possano avere un minimo di risposta. Comunicazione che ci rendano migliori in un mondo che migliore non è. Un mondo reale che è quello che è e che dobbiamo prima leggere, analizzare, valutare e poi se possibile accettare.
Inutile dire che ho come sempre bisogno di aiuto. L’aiuto di chi come me crede nell’impegno e nella condivisione che assieme a una buona dose di capacità empatica e di fortuna, può arrivare a raggiungere lo scopo.
Con tutta la mia buona volontà
Ross

P.S. Avevo buttato giù queste idee poco prima di assistere in TV al video con il dialogo di una ragazzina di 17 anni, studentessa liceale, che con termini appropriati e tono disinvolto offriva al suo “possibile utente” l’uso del suo corpo in cambio di ricariche telefoniche, regalini e magari qualche mancia finalizzata all’acquisto di un IPhone.

9 giugno 2009

Io ricordo Enrico

Filed under: DemocraziaAlFuturo,giovani,politica,PuntoD'Incontro — rossaurashani @ 09:01

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11 giugno 1984

Dopo pochi giorni è nato mio figlio. Era troppo vivo il ricordo di Enrico. Ci avevo pensato. Il nome glielo avrei anche dato, ma mi pareva troppo. Mi pareva indelicato.

Mi ricordo quel milione di persone che aveva affollato,in quel giorno di sole, le strade di Roma. Gente semplice, gente importante. Amici, conoscenti e popolo. Il rosso dominava. La commozione era forte e chiudeva le gole in silenzi imbarazzati.

Anche quella volta avevamo un grande Presidente, il più grande. Fumava la pipa e aveva visto una lunga vita. Lui ci ricordava la resistenza. Lui era commosso come tutta l’Italia.

Sono passati 25 anni. Mio figlio avrà 25 anni fra qualche giorno. Non si chiama Enrico solo perchè ho voluto che nessuno dei due si confondesse con l’altro. Oggi ricordo e penso se con lui a parlare a questo popolo disperso e avvilito, ci sarebbe potuto essere tanto scoramento. Avremmo avuto da subire ancora questa sconfitta di idee e valori.

La risposta io ce l’ho. Forse è solo un’idea balorda.  Forse è solo voglia di credere che la Storia avrebbe potuto essere diversa. Oggi quella storia me la racconto in silenzio, nei miei pensieri. Quella storia è andata perduta. Oggi è buio che promette il baratro. Quella invece  è fatta di sole e di bandiere che sventolano orgogliose del loro colore rosso. E’ fatta di popolo che fatica ma che sorride perchè sogna un futuro di pane e lavoro. E’ fatta di una moralità e correttezza che non lascia dubbi e che non cerca la via facile agli interessi personali. E’ fatta di comprensione e di progetti che raccontano anche la storia degli altri.

Ho visto il mio ragazzo, che non sa perchè non dovrebbe sapere, con le lacrime agli occhi a guardare il video del tuo funerale. Io riguardo ogni tanto il video del tuo ultimo discorso e non riesco mai ad arrivare alla fine. La tua fine, la nostra fine.

Io ricordo Enrico e mai come ora rimpiango.

1 aprile 2009

TALKING ABOUT A REVOLUTION…….

Filed under: giovani — annuska62 @ 22:37

Post di Biri

Un caro amico oggi mi ha dedicato un post bellissmo, ballerina

Io,  per ringraziarlo voglio  PARLARGLI DI RIVOLUZIONE e dei mie sogni.

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“Fu proprio quel giorno, il 15 maggio che il mondo cambiò.

La rivolta per creare un mondo migliore si sviluppò in tutte le città, nei paesi , in tutti i continenti.

La terra era in rivoluzione

Gli ambientalisti ed i biologi furono i primi a protestare contro la continua distruzione dell’ambiente e lo spreco delle risorse natuali.

Ben presto tutta la popolazione mondiale li seguì.

Molti stormi di uccelli vollero ringraziare il popolo con acrobazie aeree.

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La fauna si riprese il suo territorio e tornò a vivere libera.

La flora diventò più rigogliosa e dono’ nuovo ossigeno al pianeta.

Tutto il mondo ricominciò a sorridere.

Finalmente gli umani capirono l’importanza della vita ,  il rispetto per la  terra, ed i suoi esseri viventi.

Cercarono di trovare soluzioni per creare nuove risorse  illimitate,  rispettando la natura, e creando nuovi habitat per la flora e la fauna e ripulendo il mondo intero dall’inquinamento.

E fu proprio da quel giorno che IL MONDO DIVENNE UN POSTO MIGLIORE.

27 novembre 2008

Come una pietra che rotola…..

Filed under: Canzoni,giovani,PuntoD'Incontro — rossaurashani @ 23:04

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…………………………………..

Mi sono chiesta molte volte qual è la scintilla che porta un giovane ad avvicinarsi alla droga.

Ci fu un tempo che si diceva: “E’ ricco, non deve lavorare, non ha problemi ed è un depravato perchè non si prende nessuna responsabilità.” Intendendo dire che chi si avvicinava alla droga era il figlio di papà, senza sogni e senza progetti, edonista e superficiale, che si giocava la vita per noia e per dispetto.

Poi negli ultimi decenni la droga si è diffusa ha conquistato i diseredati, i figli dei proletari, intendendo quelli che faticavano per mettere insieme il pranzo con la cena. Ma erano i tempi della contestazione, quelli dei poeti maledetti, quelli delle “comuni”  di diceva:   “Sai sono i figli dei fiori che non pensano al domani”.  Incolpammo la mancanza di valori, la crisi della famiglia, i condizionamenti di questa società…. e finivano così in una vampa di droga le migliori teste della mia generazione…..

Oggi la droga non è più uno status simbol, non è protesta e anticonformismo, non è genio e sregolatezza, oggi è miseria e prostituzione, è negazione di esistere, oggi la droga è un buco, una tana che ingoia tutte le giovani illusioni…..

E sono i nostri figli quelle “pietre che rotolano nello scosceso burrone della vita”, li guardiamo in viso e sono angeli i nostri bambini e ci ripetiamo “No, mio figlio mai!” eppure  com’è che è che quelli che rotolano sono solo i figli degli altri?  Vorrei conoscere la risposta alla domanda che nessuno ha il coraggio di porsi, ma che mi ronza in testa da tanto tempo…. “Ma i nostri figli saranno salvi mai?”


3 luglio 2008

Al mio vecchio bambino cresciuto

Filed under: Canzoni,giovani,Lettere — rossaurashani @ 16:52

5 luglio 2008

Caro Marco,

sono passati 24 anni dal giorno che entrata in ospedale, ho cercato di dare il meglio di me, con difficoltà s’intende, ma ci sono riuscita sei nato tu.

Quello che è stata la mia vita dopo è un’avventura da raccontare, ma forse non riuscirò a raccontarla mai, un pò per pudore e un pò per troppa emozione. Però tu sei qui, e questo è tutto quello che importa. Lo so che le mamme guardano i loro figli e credono di avere dei gioielli, ma io non sono Cornelia e tu non sei un Gracco, sei un ragazzo normale, oddio… non proprio elegante, non proprio bello, non proprio ordinato, un pò fuori forma, ma dalla vita non si può avere tutto 😉 .

Quello che sei lo so solo io che da sempre ti guardo, spiando dalla porta socchiusa della tua vita. Rido con te, piango con te, tremo con te, amo con te… ma sono la tua mamma e non te lo posso dire.

Ti chiederai perchè questa musica e perchè questo video…. o forse non te lo chiedi affatto, accetti di me anche le piccole stranezze che mi contraddistinguono, o forse dentro di te sai e conosci la ragione di un discorso che fra di noi non si è mai interrotto anche nel silenzio, anche nella lontananza, anche nella perdita.

L’Irlanda e l’amore che ci lega a questo paese, il tempo passato e le speranze per il futuro…. goditi questa musica, goditi i tuoi anni migliori, non fermarti di fronte agli ostacoli, ma conduci con te tutto quello che vale ed è importante, segui la tua strada e non disperare, il tempo è dalla tua parte, la forza, mio piccolo jedi, è con te, è dentro di te……

Io sono la tua mamma orgogliosa, la tua colonna, il tuo bastone a doppio uso se mai servirà, la tua voce se mai ti mancherà, il tuo coraggio se mai verrà a meno, sono la tua casa, il tuo ritorno, il focolare, la tua radice, la tua acqua e il tuo fuoco, la tua medicina, la tua speranza, la tua maestrina, il tuo carabiniere, sono tutte le cose che lasci ed io raccolgo, sono la tua soffitta, i tuoi ricordi antichi,  la tua memoria, sono il calore e l’amore per sempre (finchè vivrò e oltre), mi troverai nei vecchi dischi, in tanti discorsi, nei rimproveri che farai ai tuoi figli, nelle carezze che darai e nei baci che dispenserai con il tuo fare gentile…. sarò il tuo nido ma anche il tuo uragano quando saprai di trovarti di fronte all’ingiustizia e di non poterla sopportare, sarò il tuo giudice , lo stimolo, la condanna e il perdono, avrò grandi braccia per stringerti anche se non lo farò quasi mai.

Credo di averti consegnato il testimone e di sapere che è in buone mani, so che sei generoso, delicato, gentile ed affettuoso, so che ami la giustizia e non ti bastano le risposte “qualunque“, so che hai una testa dura, ma che funziona alla perfezione, non farti cambiare dalla vita, anzi come dice Vasco “cambiala tu” se puoi. Io ti sarò vicino anche se non mi vedrai……. solo quanto basta, solo per quel che serve.

Auguri piccoletto, ma come dice la pubblicità, ricorda: solo io posso chiamarti così….

Mamma

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