Lettere Al Futuro

30 settembre 2010

Da “Il giovane Holden a …. Le ragazze con l’asinello”

Giorni fa mia figlia mi ha stupito annunciandomi che non credeva più all’idea di dedicarsi alla biologia marina ed al mondo animale, scelta che da anni mi sbandierava come unica soluzione possibile per evadere da una società che le sembrava troppo lontana, difficile da capire e così inutile da cambiare. La sua scelta è ora  di immergersi nella studio della storia antica, dall’antropologia per riuscire a carpire i segreti ancora non svelati di una evoluzione che ci ha portati fino ai giorni nostri, ad una società che  purtroppo, anche per noi adulti, risulta  irrazionale e tragica. Ecco, mi son detta, questa sarà la nuova generazione che cercherà  le proprie verità partendo dal passato, magari in isolamento, scelte molto lontane dalle precedenti generazioni quelle delle rivolte degli anni ’50 , del ’68 e del ’78, che cercarono in ribellioni collettive e a volte nella violenza,  il crollo della società e la rinascita di un mondo nuovo. E proprio in questi giorni, un amico mi ha raccontato un episodio avvenuto alla fine di gennaio, il racconto di un viaggio, di una  ricerca che non ha tempo, ma che si ripete sempre diversa e sempre uguale.

Le ragazze con l’asinello di Fabio Lombardo

Uscendo dalla stazione di Mestre per avviarmi verso il garage dove tengo la macchina, mi sono trovato di fronte a qualcosa a dir poco inconsueta.Due ragazze, in compagnia di un asinello, camminavano tranquillamente, assolutamente incuranti di quanto le circondava. Erano di circa venti anni e se ne andavano semplicemente in giro per l’Italia, in compagnia del loro fidato amico, a piedi, per conoscere città, luoghi, persone, cose.Guardarle nei loro occhi è stato per me un nuovo respiro. C’era qualcosa di biblico in loro, nei loro occhi sorpresi del mio sorprendermi, nel loro abbigliamento di pantaloni di tela, scarponcini adatti a chi deve molto camminare, giubbotti dotati di strisce rifrangenti per essere visibili al buio.Avevano disposto due zaini sulla schiena del loro asinello, si erano munite di bastoni utili per il loro cammino, ed erano semplicemente andate. Sono stato totalmente preso dalla bellezza della situazione. Cosa c’è, mi sono chiesto, nel cuore di due ventenni che se ne vanno in cerca di briciole di verità, a modo loro, incuranti della fitta ottusità che ci circonda, della sgangheratezza di questo mondo che ci bombarda di “valori” demenziali?

I giornali di ieri davano molto spazio alla scomparsa di Salinger, reso famoso da” Il giovane Holden”, che aveva passato gli ultimi anni della propria vita a nascondersi per tenersi fuori dalle lusinghe della celebrità, avendo perfettamente capito che un uomo che meriti la fama sa che in fondo non ne vale la pena.
Non ho potuto fare a meno di considerare il suo rifiuto della ” realtà ” simile a quello di queste due giovani donne, consapevoli che, in fondo, non abbiamo che la nostra anima e il dovere di mantenerla integra da tutto ciò che ne minaccia la purezza.
Mi sono sentito commosso e felice.
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18 marzo 2010

Lettera ad una figlia che aspetta un bambino

“Sei tanto giovane. Sei troppo giovane!” Queste sono state le stupide parole che ho pronunciato quando con aria casuale mi hai detto: “Mamma volevo dirti che aspetto un bambino.” All’inizio mi è mancato il fiato e poi sono uscita con quella stupida frase che per te non ha alcun senso. Ci ho messo una vita a creare quel rapporto speciale che mi ha reso tua amica, anche se non proprio confidente. Ora mi gioco tutto in due secondi. Mi sento spaventata e scema. E’ sempre stato così. Ti ho seguita nei tuoi primi passi con un’apprensione immotivata. Tu nel mondo ci sapevi andare, tu non tremavi a vivere quanto tremavo io nel vedertelo fare. Ma sei così piccola, amore mio. Non bastano i tuoi venti anni a fare di te una donna.  Ti guardo e vedo  il tuo corpo da bambina, i tuoi sottili capelli che imbiondiscono al sole, la mascherina di lentiggini che sottolineano quel tuo sguardo luminoso color verde mare. Guardo l’espressione imbronciata della tua bocca infantile e le tue gote arrossate dall’emozione del momento. Ecco il segno che avevi solo una calma forzata e che non eri così serena come mi avevi dato a vedere. Piccola mia. Cuore mio. Vedo il tuo corpo oggi così puro, così pulito…ma domani tutto cambierà, domani sarà tutto diverso. Come faccio a dirti che un bambino cambierà la tua vita da sogno in realtà? Avrai la forza di affrontare il mare in burrasca? Perché lo sai che la vita promette sempre burrasca vero? Vorrei dirti: “Ripensaci piccola”. Ma dico solo: “Papà lo sa?” Tu mi guardi con quell’aria di superiorità che prendi sempre  quando mi vuoi far capire  che sono un po’ tarda di comprendonio. Certo che tuo padre già lo sa e che è gia tuo alleato. E’ sempre stato così da quando sei venuta al mondo. Sei nata e lui era già tuo. No, non temere. La mia non è gelosia, ho sempre amato chi ti ama e non importa se ti ama più di quanto ama me. Anche questo è essere madre. Lo imparerai anche tu. “Sei felice?” Tu chini la testa e arrossendo mi rispondi di sì. Allora ti prendo tra le braccia commossa. Sei la mia bambina, la mia donnina. Ti accarezzo i capelli che odorano di pulito. Sento nell’aria un odore famigliare, come di borotalco… mi riporta indietro nel tempo… Anch’io ero felice quando aspettavo te e quando sei nata ho passato tante notti insonni a vegliare i tuoi piccoli malanni di bambina. Ricordo il periodo che stavamo in ospedale ed io e papà temevamo per la tua vita… ma è acqua passata. Ora sei qui e anche noi ci siamo pronti a tutto per te, come sempre. Mi guardi e i tuoi occhi sono due stelle e dici: “Anche Manuel è felice!” Strano, mi ero dimenticata di lui. Anche il tuo ragazzo è tanto giovane, forse anche più di te. Che dire? “Senti, non preoccuparti di niente. Noi vi aiuteremo se ne avrete bisogno.” E Dio solo sa se ne avrete bisogno. Ad un certo punto ti allontani da me. Ti guardo stupita. Tu mi guardi un poco interdetta con quell’aria scocciata, che ti viene quando ti succede un inconveniente che già avevi previsto. Corri agile verso il bagno a vomitare. Inutile dire che la festa è cominciata. Come si fa presto a cambiare la vita quanto c’è un bambino in arrivo.

30 gennaio 2010

L’avrà scritta pensando a qualche politico??

Filed under: 1,Lettere — marisadalfonso @ 17:16

Questa è una letterina scritta da mia figlia Cecilia che ha 8 anni, a chi starà pensando?

Mistero…

Fai qualcosa di buono-o-o  ridona le cose rubate

durante l’estate-0-0   vedrai che effetto farà

per te e la tua città-0-0 e se non ti perdonano

non lamentarti-o-o   potevi farli contenti

guarda l’aurora,o-o-   in ogni, in ogni ora!

21 gennaio 2010

Non si scrivono più lettere ai figli

E’ da un po’ di tempo che questo blog langue. Sinceramente me ne dispiace molto anche se ad un certo punto della sua vita di questo blog, io stessa, che credevo nella sua utilità, l’ho tradito. Mi sono fatta un altro blog. Un luogo dove ero libera di “cazzeggiare” e di farmi “seghe mentali”, passatemi i termini un po’ gogliardici, ma li trovo giustificati perchè attinenti all’argomento. Non con questo intendo dire che fosse sbagliato o che ci fosse un intento criminale nell’avere un altro blog, solo che i risultati sono stati una magra soddisfazione personale che non era condivisibile.
Avere un altro blog tutto mio mi ha portato distante da questo tema che comunque e reiteratamente sento importante: la comunicazione con i figli, ma non solo, con essi anche la comunicazione col mondo giovanile e con chi ne viene continuamente a contatto.
Lettere al Futuro è nato come punto di incontro tra persone diverse che avevano voglia di confrontarsi sul tema educativo e percettivo giovanile, ma sicuramente l’ambizione era più ampia ed era insita proprio negli strumenti scelti: un blog e la lettera. Il blog è lo strumento più libero, giovane e immediato per raggiungere i destinatari del messaggio, ossia il “messaggero alato” di antica tradizione. La lettera il sistema più classico, diretto e personale di comunicazione.
La nostra ambizione arrivava a tale livello da farci pensare che a questi messaggi ci sarebbero potute essere delle risposte, degli “avvisi di ricevimento” e se non proprio così almeno un minimo di scambio di opinioni.
In effetti qualcosa si è mosso, ma la formula si era trasformata in “scambio di opinioni tra autori”. Una forma di dialogo piuttosto chiusa e dai risultati dubbi. Mi prendo la mia parte di colpe. Gli argomenti erano sfiziosi (tipo: l’aborto, la fede, l’eugenetica, ecc.) per aprire uno strenuo dibattito anche se poi, alla fine, è diventato uno scontro fra due fazioni che ad onor del vero, mai e poi mai hanno saputo dialogare. Per ovvie ragioni non desidero rinfocolare, per esacerbare gli animi, gli argomenti già trattati, discussioni avvenute tra adulti, pur se permeati di buone intenzioni, ma di poco costrutto. Oggi prendendomi la mia responsabilità sulla virata del temi trattati, continuo nel convincimento che in questo tempo e in queste condizioni la necessità di comunicare con i nostri figli e i giovani in particolare sia di vitale importanza. Non voglio fare del moralismo e non intendo autoeleggermi quale rappresentante di una categoria superiore che elargisce insegnamenti nei confronti di un’altra categoria inferiore e non qualificata ad insegnare molto a sua volta. Rifiuto questo pregiudizio perchè sarebbe una posizione assurda e fuori luogo. Se i nostri figli sono il nostro futuro e i giovani sono gli uomini di domani, vorrei capire chi deve imparare cosa e cosa deve essere insegnato o imparato.
Io credo, nella mia illusa passione, che ci sia molta strada da fare per poter ricominciare a scrivere “lettere” ai nostri figli, lettere che possano venire lette, discusse e conservate. Lettere che possano avere un minimo di risposta. Comunicazione che ci rendano migliori in un mondo che migliore non è. Un mondo reale che è quello che è e che dobbiamo prima leggere, analizzare, valutare e poi se possibile accettare.
Inutile dire che ho come sempre bisogno di aiuto. L’aiuto di chi come me crede nell’impegno e nella condivisione che assieme a una buona dose di capacità empatica e di fortuna, può arrivare a raggiungere lo scopo.
Con tutta la mia buona volontà
Ross

P.S. Avevo buttato giù queste idee poco prima di assistere in TV al video con il dialogo di una ragazzina di 17 anni, studentessa liceale, che con termini appropriati e tono disinvolto offriva al suo “possibile utente” l’uso del suo corpo in cambio di ricariche telefoniche, regalini e magari qualche mancia finalizzata all’acquisto di un IPhone.

28 novembre 2009

……….

Filed under: Lettere — annuska62 @ 23:29

Questa sera non riesco a trattenere le lacrime, ( ho sperato davvero che tu potessi farcela)

Voglio però poterti ricordare con il sorriso sulle labbra.

                                                                                   ciao PATTY

Sarai per sempre la nostra Ciribiribì

(…..che il tuo aquilone possa volare molto in alto)

12 novembre 2009

L’istinto materno e il primo bacio rubato.

Filed under: Lettere,PuntoD'Incontro — annuska62 @ 01:00

-Bouguereau_first_kiss

Dopo mesi di assenza eccomi a scrivere nuovamente, forse qualcuno ha gradito il mio silenzio, ma vedere che questo blog rimaneva immobile senza alcuna novità, mi ha spinto ancora una volta ad uscire allo scoperto, lasciandomi alle spalle un periodo non proprio felice.

E’ stato il periodo della “scoperta dell’istinto materno”.

Come????? Dopo 13 anni hai  scoperto finalmente l’istinto materno????

Ebbene si, fin dall’inizio mi sono sentita una madre diversa. Mi avevano detto che l’ istinto mi avrebbe ” investita” fin dal primo momento, o al massimo qualche giorno dopo, invece mi sono ritrovata con questa fagottina che sentivo gia’ una persona a se stante, indipendente, decisa, che non aveva bisogno assoluto di una ” madre felina “. Così per giorni, ho cercato nel suo sguardo di neonata, nel suo odore da latte, in ogni piega della pelle, nei suoi vagiti qualcosa che risvegliasse il mio istinto materno, ma purtroppo nulla. Io ero la madre, lei la figlia neonata-adulta.  Non voglio sembrare cinica, io l’ho amata, l’ho seguita, mi sono scontrata con lei senza però dipendere dall’istinto, infatti quello non c’era e non l’ho più cercato.

Eppure dopo 13 anni, in seguito ad un suo problema di salute, eccomi all’improvviso ingrovigliata, in un istinto materno che non mi lasciava neppure respirare. Il terrore che qualcosa potesse  “toccarla” o togliermela per sempre, mi  ha fatto quasi impazzire. Come una tigre in gabbia, ho affrontato visite ed esami, ho aspettato i risultati senza dormire e senza nutrirmi continuando con lei una vita fatta di scherzi , scaramucce e tanto amore, e senza farle respirare la mia angoscia,

Ora che tutto è passato, l’istinto non mi ha più lasciato. Fa parte di me.

Guardo negli occhi la mia bimba già donna, sarei pronta ad innondarla d’amore, vorrei proteggerla ogni istante, ma so che devo lasciarla vivere,  so che devo farmi da parte, per farla sbocciare, farla diventare quello che vuole, la farfalla che sempre ha sognato di diventare, proprio adesso che è il tempo dei primi baci rubati.

P.s. Biri: Vola farfalla è il tuo tempo ( quando vuoi, io ci sarò).

25 settembre 2009

L’importanza di essere in due (dedicata ad Annuska)

Filed under: AngoloRelax,Canzoni,Lettere,PuntoD'Incontro — rossaurashani @ 09:11

Veramente a fare i conti noi saremmo in cinque. Siamo numerosi. Succede in qualche famiglia. Io e te siamo le sorelle. Un po’ mamme e un po’ amiche di questo altro mondo maschile. Oggi però che è il tuo compleanno devo, per forza, perchè ormai troppo tempo è passato, ringraziarti di essere la mia sorellina. Le cose non si capiscono subito. Prima eri troppo piccola. Poi crescendo ti sei data da fare per uscire nel mondo. Da timida ragazzina a donna ironica e colta. Io ero grande e dovevo pensare a te. Oggi sei grande e sei tu a pensare a me. Gran bella cosa quando si cresce, mi guardo bene dal dire: quando si invecchia, di trovare una spalla così vicina su cui poter contare. Abbiamo affrontato insieme molte prove. Ti credevo delicata, facile da spezzare ed eri una roccia. Ti credevo fragile , ed ero pronta  a difenderti  dalla vita e tu ti sei trasformata in un cavaliere impavido pronta a combattere al mio fianco. Che dire? E’ bello avere una sorella. E’ importante avere qualcuno con cui parlare, per raccontare anche le cose più stupide. E’ determinante sorridere di noi e degli altri, anche quando la vita ci prova. Riscalda il cuore sapere che sei a tiro di telefonata. Che su di te posso sempre contare.  Riscalda il cuore sapere che hai un grande cuore. E’ dolce sapere che basta solo una mezza parola e già sappiamo cosa fare.E poi oltre tutto mi hai dato Biri che adoro. Anche un pò figlia mia. Questa  non è cosa da poco non ti sembra? Ora vorrei anche parlare del fatto che mi piace anche quello che scrivi e quello che pensi, essere sorelle non vuol dire pensare alla stessa maniera, ma tra noi  anche questo ha un senso pur se non potevamo saperlo,  non era previsto nel libro della vita. Ricordo i nostri momenti: quando ti preparavi alla maturità e dicevi di essere tranquilla e saltavi dalla sedia quando i toasts uscivano cotti dal tostapane. Ricordo il tuo esame, io dietro a fare il tifo per te e tu lì a vincere la tua timidezza e la tua paura. Ricordo quando portasti quella sera il ragazzo dal sorriso bellissimo, l’ho saputo subito che era dei nostri. Ricordo la nascita di Biri e il tuo coraggio. Ti vedo al telefono ad annunciare una notizia funesta che non avrei mai avuto la forza di dare. Ancora ti penso a fare anche la mia parte, quando ero lontana e non sapevo che avrei dovuto e voluto tornare. Io e te una forza. Tu una forza più di me.

Insomma oggi 25 settembre 2009, oltre a farti i miei auguri di buon compleanno e di un felice futuro volevo dirti che io ho capito quanto è importante essere in due ad affrontare le burrasche della vita e di questo ti sono grata. Certamente ti sarò grata se, oltre alle burrasche, ci daremo da fare per trascorrere insieme anche i momenti di serenità e gioia. Che la vita ci conservi e conservi a lungo tutti quelli a cui vogliamo bene.

Con affetto Ross

23 settembre 2009

Cara Amica

Filed under: Canzoni,Lettere,PuntoD'Incontro — rossaurashani @ 07:47

Rosanna

è triste svegliarsi al mattino e pensare che tu dormi ancora. Non è naturale. E’ duro saperti su quel letto dove un sonno infido non ti lascia spazio ai pensieri ed ai sogni. Ma davvero non sogni? Davvero non senti chi ti tiene la mano? O forse c’è solo quel filo di tepore che ti lega al mondo. Quello è il tuo filo d’Arianna. A quello sei legata. Ti tieni stretta a quel capo sottile e cerchi di trovare la strada per ritornare. Certo sai che il mondo al di là di quel varco ti aspetta, assieme all’affetto, al calore, ai sorrisi di chi ti vuole bene. Io oggi mi accorgo che il risveglio mi è naturale, che sono fortunata per una cosa da nulla, una cosa di tutti i giorni. Che posso pensarti, posso decidere di venire a trovarti stasera, assieme agli amici. Posso cantarti sottovoce la canzone che tu ci avevi promesso. Cantarla con la mia voce debole ed incerta e sperare di sentire ancora la tua voce che mi sostiene. Chiamarti a noi per darci una mano. Per riportarci il dono del canto e del sorriso ancora, insieme. Per ridarci  la profondità di un respiro, quel fiato che ci hai tolto quando quella notte i tuoi occhi si sono assentati un poco dalla vita.

Rosanna, amica mia, sentiamo la tua mancanza, la sentiamo con dolore e nostalgia. Non essere avara dei tuoi sorrisi dolcissimi. Riportaci la gioia e la voglia di fare cose insieme. Siamo qui tutti un po’ sgualciti ad aspettare il tuo ritorno. Non farci attendere. Prendi quel filo e tira. Noi siamo al di là di quel varco. Ascolta le nostre voci che ti chiamano. Ritorna al sole e riportaci il sole. Nulla è più uguale nell’attesa.

Io ci sarò

Ross

6 agosto 2009

Padre e figlia.

Filed under: Lettere — unblogindue @ 10:28

Con un padre litigherai tanto, avrai divergenze di vedute e di principi. Arriverete a insultarvi, a non parlarvi per settimane.

Ma lo difenderai sempre davanti agli altri, a spada tratta, irrazionalmente, perchè è il tuo papà.

Riconoscerai subito il suo profumo sul cuscino, anche se dormirà in un letto diverso, in una casa diversa. Avvertirai con tenerezza gioiosa il suo russare, se sono anni che non dormite nella stessa casa.

Ti intrufolerai nella sua stanza dove tiene i libri e riempirai lo zaino; ma alla porta perderai buona parte del bottino, “questo non l’ho letto, questo nemmeno, questo non me lo ridaresti più”…

A un padre non dirai mai di avere un blog, ma gli farai leggere da un quaderno pezzi che non hai pubblicato.

Per un padre ti preoccuperai, ti agiterai, ti incazzerai.

Farai di tutto per aiutarlo, anche se sai che non puoi.

Con un padre troncherai una telefonata, dieci, cento. Spegnendo il telefono con rabbia.

Vedrai con chiarezza e timore i suoi difetti e le sue colpe immense.

Ma terrai sempre quella foto sulla scrivania. Quella con te bambina. Con quello sguardo rapito che per un’altra donna non ha avuto, non ha, non avrà mai.

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(…oggi avevo necessità di lasciare queste parole, così, senza altre spiegazioni…)

20 febbraio 2009

They dance alone…. No, anzi io danzerò con loro

Filed under: Lettere — annuska62 @ 23:29

Ho sempre avuto un grande rispetto per chi usa l’ironia, nella vita di tutti i giorni. Ho sempre nutrito una sana invidia per tutti quelli che hanno fatto della satira ,una forma di ribellione all’ordine costituito. Ho sempre saputo ridere dei miei difetti e di quelli del mio credo politico, quindi posso ritenermi una persona capace di saper apprezzare l’ironia, la satira, l’umorismo  sotto moltissimi aspetti.

Non mi sono mai offesa, quando qualcuno mi reputa una sporca comunista, perche’ per fortuna nè per l’igiene personale, nè  per i miei principi ideologici ho scheletri nell’armadio,  per la mia  moralità, almeno fino ad ora, non  ho avuto bisogno di  lezioni , ma, sentirmi dire  che sono incapace di capire l’ironia,  di capire il senso del discorso o la ”  buttade” questo mi sembra decisamente un’offesa ben più grave.

L”offesa rivolta a quelli che non vogliono capire è semplicemente un paliativo per coprire una sindrome che  ormai ha  colpito chi si ritiene una divinita’, l’ unto dal Signore, unico detentore del potere temporale e perche’ no spirituale. è  difficile per chi si sente invincibile, non sentirsi amato, vezzeggiato dal mondo intero, e’ incomprensibile , non essere considerato brillante, ironico e divertente, anzi essere ripreso, condannato e offeso per ogni quisquilia ironica  emessa.Non mi aggiungerò a tutti quelli che si rifiutano di capire , cercherò  di “mettermi nei suoi panni”, cercherò di reprimere la mia rabbia e la mia incapacita’ di tollerare un’ironia, una  satira e un umorismo nati per nascondere la proprie incapacita’  e solo per denigrare il resto del mondo, e gli dedicherò un video come se fosse un caro amico sempre pronto a tollerare il confronto e accettare l’altrui ironia.

Ci sono balli che raccontano la vita , la morte , ci sono balli che raccontano le emozioni, l’amore e  il silenzio, balli che ti insegnano a crescere, balli che ti aiutano a ricordare, e questo ballo, io ballerò per te ….nel tuo magnifico  mausoleo.

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