Lettere Al Futuro

28 maggio 2015

Ti ricordo come eri…

Filed under: Canzoni,lettera,Poesie — annuska62 @ 00:30

Ti ricordo come eri nell’ultimo autunno.

Eri il berretto grigio e il cuore in calma.

Nei tuoi occhi lottavano le fiamme del crepuscolo.

E le foglie cadevano nell’acqua della tua anima

…..(P. Neruda)
Vorrei poterti sentire ancora ….
Play it again S.

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23 agosto 2011

Una poesia per un amico

Filed under: Poesie — annuska62 @ 14:24

Caro Adriano per te queste parole  di Borges, augurandoti una splendida giornata ed un mondo di auguri

AMICIZIA

Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita

Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,

però posso ascoltarli e dividerli con te

Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro

Però quando serve starò vicino a te

Non posso evitarti di precipitare,

solamente posso offrirti la mia mano

perché ti sostenga e non cadi

La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i
miei

Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice

Non giudico le decisioni che prendi nella vita

Mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo
chiedi

Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,

Però posso offrirti lo spazio necessario per crescere

Non posso evitare la tua sofferenza,

quando qualche pena ti tocca il cuore

Però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per
rimetterlo a nuovo.

Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere

Solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.

In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico

in quel momento sei apparso tu…

Non sei né sopra né sotto né in mezzo

non sei né in testa né alla fine della lista

Non sei ne il numero 1 né il numero finale e

tanto meno ho la pretesa

di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista

Basta che mi vuoi come amico,

non sono gran cosa,

però sono tutto
quello che posso essere.

Jorge Luis Borges

23 settembre 2009

….a volte non é semplice ricordare, a volte non è semplice dedicare

Filed under: Poesie — annuska62 @ 22:25

Non avevo voglia di scrivere  oggi, poi aprendo questo blog ho visto il sorriso di Rosanna e mi ha dato la forza di vincere ogni mia angoscia.

Ross ci ha parlato di una cara amica che sta combattendo per continuare a vivere,  mentre io volevo ricordare la morte di un grandissimo poeta,

Pablo Neruda .

Un uomo che mi fece amare la poesia, che mi stregò con le sue parole e che mi incatenò all’America Latina per sempre.

Per questo in questa serata di ricordi e speranze, lo voglio ricordare con una poesia, parole che dedico con affetto anche a Rosanna.

Me gustas cuando callas….

Me gustas cuando callas porque estàs como ausente,

y me oyes desde lejos, y mi voz no te toca.

Parece que los ojos se te hubieran volado

 y parece que un beso te cerrara la boca.

 

Como todas las cosas estan llenas de mi alma

emerges de la cosas, llena de alma mìa.

Mariposa de sueno, te pareces a mi alma,

y te pareces a la palabra melancolìa.

 

Me gustas cuando callas y estàs como distante.

Y estàs como quejàndote, mariposa en arrullo.

Y me oyes desde lejos, y mi voz no te alcanza:

Dèjame que me  calle con el silencio tuyo.

 

Dèjame que me  calle hable también con tu silencio

claro como una làmpara, simple come un anillo.

Eres como la noche, callada y constelada.

Tu silencio es de estrella, tan lejano y sencillo.

 

Me gustas cuando callas porque estàs como ausente.

Distante y dolorosa como si hubieras muerto.

Una palabra entonces, una sonrisa bastan.

Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.

 

Mi piaci silenziosa…….

Mi piaci silenziosa, perche’ sei come assente,

mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.

Par quasi che i tuoi occhi siano volati via

ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.

 

Tutte le cose sono colme della mia anima

e tu da loro emergi, colma d’anima mia.

Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima

ed assomigli alla parola malinconia.

 

Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.

E sembri lamentarti, tubante farfalla.

E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:

lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.

 

Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,

lucido come fiamma, semplice come anello.

Tu sei come la nottte, taciturna e stellata.

Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.

 

Mi piaci silenziosa perche’ sei come assente.

Distante e dolorosa come se fossi morta.

Basta allora un sorriso, una parola basta.

E sono lieto, lieto che questo non sia vero.

18 agosto 2009

The Hill

Filed under: Poesie — annuska62 @ 21:30

THE HILL
Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.
One passed in a fewer,
One was burned in a mine,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife –
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one?
All, all are sleeping on the hill.

One died in shameful child-birth,
One of a thwarted love,
One at the hands of a brute in a brothel,
One of a broken pride, in the search for heart’s desire,
One after life in a far-away London and Paris
Was brought to her little space by Ella and Kate and Mag –
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Uncles Isaac and Aunt Emily,
And old Towny Kincaid and Sevigne Houghton,
And Major Walked who had talked
With venerable men of the revolution? –
All, all are sleeping on the hill.

They brought them dead sons from the war,
And daughters whom life had crushed,
And their children fatherless, crying –
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where is Old Fiddler Jones
Who played with life all his ninety years,
Braving the sleet with bared breast,
Drinking rioting, thinking neither of wife nor kin,
Nor gold, nor love, nor heaven?
Lo! he babbles of the fish-frys of long ago,
Of the horse races of long ago at Clary’s Grove,
Of what Abe Lincoln said
One time at Springfield.

Dall’ “Antologia di Spoon River”
di Edgar Lee Masters – Traduzione a cura di Fernanda Pivano

 

LA COLLINA

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso in miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari –
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona, l’orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di un parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag –
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione? *
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
e figlie infrante dalla vita,
e i loro bimbi orfani, piangenti –
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dov’è quel vecchio suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant’anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
né al denaro, né all’amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield.

In ricordo di Fernanda Pivano.

9 marzo 2009

Poesia dedicata ai papà – ” Le man de me pare ” ( Le mani di mio padre ) di Lucia Dionisio

Filed under: Poesie — adriano49 @ 19:26

                                                  

” Le man de me pare ” – ( ” Le mani di mio padre ” ) di Lucia Dionisio

Tuti ossi e pele rugà                                                   

xe ‘ste poare man de me pare              

cò cali fundi e stagionà.                          

Man ancora forti che le gà sempre laorà

par guadagnare el pan.

Man che s’avaria lassà tajare

piutosto de robare.

Man nete,onorà,che strenzendose

a quele d’on compare

le tegneva fede a la parola dà

che la cuntava pì de ‘na firma

su ‘na carta bolà.

Che bei tempi ca gera quei!

Le man del pare se congiunzea

a quele de la mare

e strucà insieme le gh’insegnava

ai fioi a pregare.

Man che gà portà sachi d’amore

par taconare muci de disperassion

e magun sempre grandi

ca no vedea nissun.

Dure,vece man

che gà impugnà el sciopo

in tempo de guera

ma co’i so tiri no le gà mai copà.

Man grandi,generose

che se slargava par far carità:

man che me gà cunà,me gà fato zogare;

man che le savèa parlare.

Man sante,man de me pare.

Man che anca prima de morire

se ga alsà solo par benedire!

 

di Lucia Dionisio –   ( Poetessa e scrittrice Polesana,vincitrice di numerosi concorsi letterari di prestigio,e autrice di numerosi racconti in vernacolo polesano.La poesia è tratta dal libro ” Al tòcco della parola ” – A.Masiero   ( Panda Edizioni )

6 marzo 2009

dedicato alle DONNE la poesia ” In quanto donna ” di Gabriella Segato Pighin

Filed under: Poesie — adriano49 @ 18:40

                                             

 poesia ” In quanto donna ” di G.Segato Pighin

 

Ero nuvola leggera

 ingenuamente vitale,

respingevo tentacoli   

 di polvere secca.

Vagavo per cancelli

arruginiti d’ipocresia

 in spazi mai trovati,

cadevo su muri

invisibili di ostilità.

Volevo zolle fertili

su aride pietraie,

seminavo nettare

come ape operaia.

Oggi,seppur macilenta

mieto grano antico

su steli di femminea

libertà.

Non mi piegheranno,

 le violenze dei branchi

la corrosiva misogina

i soprusi verbali

le aberrazioni mentali

il fanatismo d’ogni risma

i molossi del terrore

i profeti di morte.

Non mi piegheranno

 in quanto donna. 

 

Gabriella Segato Pighin autrice  Polesana di poesie e racconti .

Poesia tratta dal libro ” Al tòcco della parola ” di A. Masiero – Panda Edizioni

3 febbraio 2009

Polvere di gesso

Filed under: Canzoni,Poesie — rossaurashani @ 00:58

Polvere di gesso

Io ogni mattina ascolto l’alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
faccio un segno su un muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l’età
Io ogni mattina quando parto
lascio aperta la mia porta
se qualcuno verrà
e poi metto polvere di gesso
sul pavimento di casa
per i passi che farà
perché quando c’é una porta aperta
di sicuro prima o dopo si sa

Io ogni sera quando torno
lascio delle tracce bianche
sulla polvere che sa
che qui non ci viene mai nessuno
e nemmeno per oggi
non ci sono novità
e poi richiudo la mia porta
per la notte e per il freddo che ci fa

Io ogni mattina ascolto l’alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
graffio un pezzo di muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l’età

GianMaria Testa

25 giugno 2008

La direzione giusta

Filed under: Poesie — mt70 @ 20:04

Ammantata di sole corro nella direzione giusta

la meta è ancora lontana e l’orizzonte chiaro

e non c’è niente di certo, se non la mia certezza

sarò solo energia fino alla fine del viaggio

i piedi sanno dove andare, la stanchezza è un ricordo

non so se arriverò, ma ora non mi importa

sento che questa è la direzione giusta.

23 giugno 2008

Il disgelo

Filed under: Poesie — mt70 @ 21:06

Pensavo che il gelo durasse per sempre: cosa avrebbe potuto cambiare la nivea perfetta distesa?

Qui il silenzio regna immutato ed immutabile, ed ogni candido giorno è uguale a se stesso, bianco ed abbagliante, tagliente ed algido.

Il ghiaccio copre ogni cosa con misericordia, smussa le asperità, colma i vuoti, nasconde le brutture.

E’ difficile riconoscere le linee della terra, impossibile per chi non ha mai visto prima questo luogo.

Chi osserva è ammmirato ed ammaliato e respinto ed atterito dallo spettacolo del freddo che non concede nulla alla vita.

Eppure è finito, il gelo è finito, nonostante le mie convinzioni.

L’acqua ha cominciato a scorrere sotterranea, lontana da i miei sguardi.

Forse avrei tentato di fermarla se l’avessi vista, forse no…certamente non ci sarei comunque riuscita.

Prima poche gocce, poi timidi rivoli, infine, quando ormai tutti potevano vedere, allegri ruscelli.

Il silenzio ha lasciato il posto al canto dell’acqua.

Ora tutto è allo scoperto, la terra, i crepacci, le asperità, in maniera esplicita, impudica, eppure vitale ed accattivante.

Sono sorpresa, è avvenuto tutto senza che io lo volessi, ora tutto cambierà, e non posso che guardare mentre accade.

Un pò di sole mi riscalda il viso, dovrò lavorare per questo giardino.

11 giugno 2008

E LA LINGUA PUO’ ESSERE UN MEMBRO SENZA DISCIPLINA….

Filed under: Poesie — annuska62 @ 23:32

 BASTA CON GLI OMICIDI BIANCHI . Anche oggi in Sicilia 6 operai hanno perso la vita.

 Chi mai potra’ risarcire le nostre vite?  ALLORA AMMAZZATECI TUTTI!

 

 

Durkas Giustine

Non ero amata dagli abitanti del villaggio,

e tutto perchè parlavo chiaro,

e affrontavo quelli che mi offendevano

con palese rimostranza , non nascondendo nè nutrendo

segreti dolori e risentimenti.

Quell’atto del ragazzo spartano è molto elogiato,

che nascose il lupo sotto il suo mantello,

lasciandosi divorare, senza una protesta.

Più coraggioso, io credo, è strapparsi il lupo di dosso

e combatterlo apertamente, anche per la strada,

tra polvere e urla di dolore.

E la lingua può essere un membro senza disciplina –

ma il silenzio avvelena l’anima.

Condannatemi se volete – io sono soddisfatta

 

E.L.MASTER ANTOLOGIA DI SPOON RIVER

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