Lettere Al Futuro

28 Novembre 2009

……….

Archiviato in: Lettere — annuska62 @ 23:29

Questa sera non riesco a trattenere le lacrime, ( ho sperato davvero che tu potessi farcela)

Voglio però poterti ricordare con il sorriso sulle labbra.

                                                                                   ciao PATTY

Sarai per sempre la nostra Ciribiribì

(…..che il tuo aquilone possa volare molto in alto)

25 Novembre 2009

Crisi mondiale e classe dirigente

Archiviato in: PuntoD'Incontro — annuska62 @ 01:44

Siamo arrivati anche quest’anno alla riunione di fine d’anno per l’analisi delle previsioni di bilancio e  la relazione degli ultimi sviluppi aziendali. Queste  riunioni sono sempre state difficili, ma quest’anno visto l’andamento generale, sapevo che si sarebbe trattato di una giornata alquanto drammatica. Armato di  pazienza infinita, ho varcato la porta carico di tabulati ricoperti da numeri, percentuali  e valutazioni da analizzare e da trasformare in azioni veloci e  decisive per affrontare questa crisi, che ormai da tempo ci sta stritolando.

Nella stanza non c’era la solita aria pesante, presente ormai da mesi,  gli imprenditori e i dirigenti che avevo davanti finalmente avevano una voce ferma, decisa, propria di chi ormai, ha tutta la situazione sotto controllo. Mi sentii quasi rilassato, ora potevo esporre la situazione a delle persone che avevano in mano la soluzione a tutti i problemi aziendali.

Dopo i primi minuti di presentazione però avvertii qualcosa di strano. Era una sensazione che mi metteva a disagio, qualcosa di impercettibile che però non riuscivo ad afferrare. Tutto mi crollò quando, finita l’esposizione, mi arrivarono le soluzione. Allora tutto mi fu chiaro. Non ero in presenza di grandi ed illustri manager, ma in un “meeting di malati di Alzheimer”. Si passò da un tragica realtà, ad un mondo dove nulla aveva più significato, dove l’astrazione e la fantasia avevano liberato i numeri, le percentuali da ogni valore obiettivo, da ogni significato economico.

Devo ammettere che più di una volta ho guardato la porta, pensando ecco qualcuno ora entrerà e mi dirà :”Sorridi, sei su scherzi a parte”, ma nessuno arrivò a risvegliarmi. Senza alcun rimorso assecondai le loro posizioni, ero nel mondo della fantascienza e del fantastico, non volevo assolutamente distruggere quel loro “gioco”. Non mi sconvolsi, anzi sorrisi quando uno di loro mi guardò con aria sognante e mi disse:

“…. , ma Lei che ci fa qui . Vada!!!!”

Uscii, ero dispiaciuto di lasciare il mondo effimero, ma sicuro di quella stanza. Incontrai nei corridoi gli sguardi interrogativi dei miei colleghi, convinti di  farmi rivelare la soluzione finale e decisiva della riunione, ma riuscii solo a dire “E’ fatta !”  Loro pronti ad abboccare, non sapendo cosa dire buttarono li:”Da quando???” Io ormai contagiato da smemoratezza e demenza degne di Dory risposi : “Da quando cosa???????”

Ps. Purtroppo quando la classe dirigente parla abbiamo il nostro bel d’affare per capire il loro linguaggio, sara’ il caso di fare un  bel corso di…….balenese

Breve riepilogo manageriale

(70%….5.000.000 ….no ma l’inflazione, …si ma il costo del lavoro e i ricavi non coprono, si, ma se rivendiamo,….aspettate… direi 200.000 ma potrebbero essere 1.500… se non fosse…. ) Ecco,  è proprio così, se non fosse che tutta questa incapacità ci porterà a perdere il posto di lavoro, vi troverei quasi,quasi …….. divertenti

12 Novembre 2009

L’istinto materno e il primo bacio rubato.

Archiviato in: Lettere, PuntoD'Incontro — annuska62 @ 01:00

-Bouguereau_first_kiss

Dopo mesi di assenza eccomi a scrivere nuovamente, forse qualcuno ha gradito il mio silenzio, ma vedere che questo blog rimaneva immobile senza alcuna novità, mi ha spinto ancora una volta ad uscire allo scoperto, lasciandomi alle spalle un periodo non proprio felice.

E’ stato il periodo della “scoperta dell’istinto materno”.

Come????? Dopo 13 anni hai  scoperto finalmente l’istinto materno????

Ebbene si, fin dall’inizio mi sono sentita una madre diversa. Mi avevano detto che l’ istinto mi avrebbe “ investita” fin dal primo momento, o al massimo qualche giorno dopo, invece mi sono ritrovata con questa fagottina che sentivo gia’ una persona a se stante, indipendente, decisa, che non aveva bisogno assoluto di una ” madre felina ”. Così per giorni, ho cercato nel suo sguardo di neonata, nel suo odore da latte, in ogni piega della pelle, nei suoi vagiti qualcosa che risvegliasse il mio istinto materno, ma purtroppo nulla. Io ero la madre, lei la figlia neonata-adulta.  Non voglio sembrare cinica, io l’ho amata, l’ho seguita, mi sono scontrata con lei senza però dipendere dall’istinto, infatti quello non c’era e non l’ho più cercato.

Eppure dopo 13 anni, in seguito ad un suo problema di salute, eccomi all’improvviso ingrovigliata, in un istinto materno che non mi lasciava neppure respirare. Il terrore che qualcosa potesse  ”toccarla” o togliermela per sempre, mi  ha fatto quasi impazzire. Come una tigre in gabbia, ho affrontato visite ed esami, ho aspettato i risultati senza dormire e senza nutrirmi continuando con lei una vita fatta di scherzi , scaramucce e tanto amore, e senza farle respirare la mia angoscia,

Ora che tutto è passato, l’istinto non mi ha più lasciato. Fa parte di me.

Guardo negli occhi la mia bimba già donna, sarei pronta ad innondarla d’amore, vorrei proteggerla ogni istante, ma so che devo lasciarla vivere,  so che devo farmi da parte, per farla sbocciare, farla diventare quello che vuole, la farfalla che sempre ha sognato di diventare, proprio adesso che è il tempo dei primi baci rubati.

P.s. Biri: Vola farfalla è il tuo tempo ( quando vuoi, io ci sarò).

25 Settembre 2009

L’importanza di essere in due (dedicata ad Annuska)

Archiviato in: AngoloRelax, Canzoni, Lettere, PuntoD'Incontro — rossaurashani @ 09:11

Veramente a fare i conti noi saremmo in cinque. Siamo numerosi. Succede in qualche famiglia. Io e te siamo le sorelle. Un po’ mamme e un po’ amiche di questo altro mondo maschile. Oggi però che è il tuo compleanno devo, per forza, perchè ormai troppo tempo è passato, ringraziarti di essere la mia sorellina. Le cose non si capiscono subito. Prima eri troppo piccola. Poi crescendo ti sei data da fare per uscire nel mondo. Da timida ragazzina a donna ironica e colta. Io ero grande e dovevo pensare a te. Oggi sei grande e sei tu a pensare a me. Gran bella cosa quando si cresce, mi guardo bene dal dire: quando si invecchia, di trovare una spalla così vicina su cui poter contare. Abbiamo affrontato insieme molte prove. Ti credevo delicata, facile da spezzare ed eri una roccia. Ti credevo fragile , ed ero pronta  a difenderti  dalla vita e tu ti sei trasformata in un cavaliere impavido pronta a combattere al mio fianco. Che dire? E’ bello avere una sorella. E’ importante avere qualcuno con cui parlare, per raccontare anche le cose più stupide. E’ determinante sorridere di noi e degli altri, anche quando la vita ci prova. Riscalda il cuore sapere che sei a tiro di telefonata. Che su di te posso sempre contare.  Riscalda il cuore sapere che hai un grande cuore. E’ dolce sapere che basta solo una mezza parola e già sappiamo cosa fare.E poi oltre tutto mi hai dato Biri che adoro. Anche un pò figlia mia. Questa  non è cosa da poco non ti sembra? Ora vorrei anche parlare del fatto che mi piace anche quello che scrivi e quello che pensi, essere sorelle non vuol dire pensare alla stessa maniera, ma tra noi  anche questo ha un senso pur se non potevamo saperlo,  non era previsto nel libro della vita. Ricordo i nostri momenti: quando ti preparavi alla maturità e dicevi di essere tranquilla e saltavi dalla sedia quando i toasts uscivano cotti dal tostapane. Ricordo il tuo esame, io dietro a fare il tifo per te e tu lì a vincere la tua timidezza e la tua paura. Ricordo quando portasti quella sera il ragazzo dal sorriso bellissimo, l’ho saputo subito che era dei nostri. Ricordo la nascita di Biri e il tuo coraggio. Ti vedo al telefono ad annunciare una notizia funesta che non avrei mai avuto la forza di dare. Ancora ti penso a fare anche la mia parte, quando ero lontana e non sapevo che avrei dovuto e voluto tornare. Io e te una forza. Tu una forza più di me.

Insomma oggi 25 settembre 2009, oltre a farti i miei auguri di buon compleanno e di un felice futuro volevo dirti che io ho capito quanto è importante essere in due ad affrontare le burrasche della vita e di questo ti sono grata. Certamente ti sarò grata se, oltre alle burrasche, ci daremo da fare per trascorrere insieme anche i momenti di serenità e gioia. Che la vita ci conservi e conservi a lungo tutti quelli a cui vogliamo bene.

Con affetto Ross

23 Settembre 2009

….a volte non é semplice ricordare, a volte non è semplice dedicare

Archiviato in: Poesie — annuska62 @ 22:25

Non avevo voglia di scrivere  oggi, poi aprendo questo blog ho visto il sorriso di Rosanna e mi ha dato la forza di vincere ogni mia angoscia.

Ross ci ha parlato di una cara amica che sta combattendo per continuare a vivere,  mentre io volevo ricordare la morte di un grandissimo poeta,

Pablo Neruda .

Un uomo che mi fece amare la poesia, che mi stregò con le sue parole e che mi incatenò all’America Latina per sempre.

Per questo in questa serata di ricordi e speranze, lo voglio ricordare con una poesia, parole che dedico con affetto anche a Rosanna.

Me gustas cuando callas….

Me gustas cuando callas porque estàs como ausente,

y me oyes desde lejos, y mi voz no te toca.

Parece que los ojos se te hubieran volado

 y parece que un beso te cerrara la boca.

 

Como todas las cosas estan llenas de mi alma

emerges de la cosas, llena de alma mìa.

Mariposa de sueno, te pareces a mi alma,

y te pareces a la palabra melancolìa.

 

Me gustas cuando callas y estàs como distante.

Y estàs como quejàndote, mariposa en arrullo.

Y me oyes desde lejos, y mi voz no te alcanza:

Dèjame que me  calle con el silencio tuyo.

 

Dèjame que me  calle hable también con tu silencio

claro como una làmpara, simple come un anillo.

Eres como la noche, callada y constelada.

Tu silencio es de estrella, tan lejano y sencillo.

 

Me gustas cuando callas porque estàs como ausente.

Distante y dolorosa como si hubieras muerto.

Una palabra entonces, una sonrisa bastan.

Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.

 

Mi piaci silenziosa…….

Mi piaci silenziosa, perche’ sei come assente,

mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.

Par quasi che i tuoi occhi siano volati via

ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.

 

Tutte le cose sono colme della mia anima

e tu da loro emergi, colma d’anima mia.

Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima

ed assomigli alla parola malinconia.

 

Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.

E sembri lamentarti, tubante farfalla.

E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:

lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.

 

Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,

lucido come fiamma, semplice come anello.

Tu sei come la nottte, taciturna e stellata.

Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.

 

Mi piaci silenziosa perche’ sei come assente.

Distante e dolorosa come se fossi morta.

Basta allora un sorriso, una parola basta.

E sono lieto, lieto che questo non sia vero.

Cara Amica

Archiviato in: Canzoni, Lettere, PuntoD'Incontro — rossaurashani @ 07:47

Rosanna

è triste svegliarsi al mattino e pensare che tu dormi ancora. Non è naturale. E’ duro saperti su quel letto dove un sonno infido non ti lascia spazio ai pensieri ed ai sogni. Ma davvero non sogni? Davvero non senti chi ti tiene la mano? O forse c’è solo quel filo di tepore che ti lega al mondo. Quello è il tuo filo d’Arianna. A quello sei legata. Ti tieni stretta a quel capo sottile e cerchi di trovare la strada per ritornare. Certo sai che il mondo al di là di quel varco ti aspetta, assieme all’affetto, al calore, ai sorrisi di chi ti vuole bene. Io oggi mi accorgo che il risveglio mi è naturale, che sono fortunata per una cosa da nulla, una cosa di tutti i giorni. Che posso pensarti, posso decidere di venire a trovarti stasera, assieme agli amici. Posso cantarti sottovoce la canzone che tu ci avevi promesso. Cantarla con la mia voce debole ed incerta e sperare di sentire ancora la tua voce che mi sostiene. Chiamarti a noi per darci una mano. Per riportarci il dono del canto e del sorriso ancora, insieme. Per ridarci  la profondità di un respiro, quel fiato che ci hai tolto quando quella notte i tuoi occhi si sono assentati un poco dalla vita.

Rosanna, amica mia, sentiamo la tua mancanza, la sentiamo con dolore e nostalgia. Non essere avara dei tuoi sorrisi dolcissimi. Riportaci la gioia e la voglia di fare cose insieme. Siamo qui tutti un po’ sgualciti ad aspettare il tuo ritorno. Non farci attendere. Prendi quel filo e tira. Noi siamo al di là di quel varco. Ascolta le nostre voci che ti chiamano. Ritorna al sole e riportaci il sole. Nulla è più uguale nell’attesa.

Io ci sarò

Ross

8 Settembre 2009

11 settembre….1973

Archiviato in: DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 21:26

“….Io sarò sempre con voi e lascerò almeno il ricordo di un uomo degno che fu leale di fronte alla lealtà dei lavoratori.

……Altri cileni verranno dopo di noi. In questi momenti oscuri e amari in cui il tradimento pretende di imporsi , sappiate che presto o tardi- io ritendo assai presto- si apriranno di nuovo le grandi strade dove passeranno gli uomini degni, per costruire una società migliore.

Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!

Queste sono le mie ultime parole ed io ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano, io ho la certezza che sarà almeno una lezione morale che condannerà la fellonia, la viltà, il tradimento.”

Salvador Allende

Qualcosa si è perso,  e non parlo solo dei  suoi insegnamenti, ma anche di tutti i sogni e le aspirazioni di giustizia e libertà comuni a tutti i popoli.Con il passare degli anni, non ci siamo resi conto che i nostri ideali venivano a poco, a poco erosi, li abbiamo lasciati sbiadire, non abbiamo avuto la forza, la voglia o il tempo per combattere chi ,forte della nostra tolleranza, si  preparava a denigrare e sminuire il nostro” grande sogno”. Siamo stati incapaci di  combattere per i nostri ideali, convinti che sarebbero stati lì per sempre, sempre pronti ad essere tramandati. Il nostro buonismo ci ha persi, non ci ha permesso di analizzare i pericoli e non ci ha permesso di combattere chi voleva e continua a minare la nostra memoria e la nostra storia.

 Ma in fondo, cosa abbiamo fatto, perché  preoccuparsi?

 NOI, ABBIAMO  SOLO CONTRIBUITO  A  SEPPELLIRE LA NOSTRA DEMOCRAZIA !

28 Agosto 2009

Chi sono i veri clandestini??????

Archiviato in: DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 23:08

Chi potra’ mai pensare di contrastare l’immigrazione clandestina, legittimando e delegando, a questa orda di barbari, la legalita’, la democrazia , i valori e la moralita’ ???????

                                                                                        VENEZIA  13 SETTEMBRE 2009

                                                                                    MANIFESTAZIONE DEI POPOLI PADANI

 

Quando li vedo invadere Venezia, mi viene in mente una vecchia canzoni di Alberto D’amico

Ariva i barbari

Ariva i barbari a cavalo

i ga do corni par capelo

xe ‘na valanga che se buta

i ga la fame aretrata

i ga brusà tuto l’Impero

scampemo che i ne vol magnar.

 

Scampemo scampemo portemo le vache

le strasse, i peoci, i gati, le oche

monté tuti in barca ve spenzo col remo

sté fermi sinò se rebaltemo

stà bona Luisa no state dar pena

te trovo ‘na casa fora in barena

bona Luisa ‘na casa se trova

 

stanote dormimo soto da prova

stà bona coversi el fìo che tosse

doman magnaremo polenta e pesse.

 

E co ’sta barca e ’sta laguna

tira la rede che la xe piena

fa’ pian Luisa che la se sbrega

vien su Venessia el sol la suga

ma vien marubio e i pirati

la nostra orada i s’à robà.

 

Co le scage i s’à fato ‘na flota veloce

coi spini archi lance e frece

i squarta i te buta l’ogio che boge

el capo pirata se ciama Doge

e statue, i marmi, colone e ori

xe roba robada ai greghi e ai mori

i le ciama belesse ma mi gh’ò paura

par un toco de marmo i me manda in guera

nati de cani i xe pieni de schei

e mi e Luisa magnemo fasiòi

……. NON E’ PIU’ TEMPO DI SCAPPARE, MA DI AFFRONTARLI UN VOLTA PER TUTTE.

18 Agosto 2009

The Hill

Archiviato in: Poesie — annuska62 @ 21:30

THE HILL
Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.
One passed in a fewer,
One was burned in a mine,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one?
All, all are sleeping on the hill.

One died in shameful child-birth,
One of a thwarted love,
One at the hands of a brute in a brothel,
One of a broken pride, in the search for heart’s desire,
One after life in a far-away London and Paris
Was brought to her little space by Ella and Kate and Mag -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Uncles Isaac and Aunt Emily,
And old Towny Kincaid and Sevigne Houghton,
And Major Walked who had talked
With venerable men of the revolution? -
All, all are sleeping on the hill.

They brought them dead sons from the war,
And daughters whom life had crushed,
And their children fatherless, crying -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where is Old Fiddler Jones
Who played with life all his ninety years,
Braving the sleet with bared breast,
Drinking rioting, thinking neither of wife nor kin,
Nor gold, nor love, nor heaven?
Lo! he babbles of the fish-frys of long ago,
Of the horse races of long ago at Clary’s Grove,
Of what Abe Lincoln said
One time at Springfield.

Dall’ “Antologia di Spoon River”
di Edgar Lee Masters – Traduzione a cura di Fernanda Pivano

 

LA COLLINA

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso in miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona, l’orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di un parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag -
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione? *
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
e figlie infrante dalla vita,
e i loro bimbi orfani, piangenti -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dov’è quel vecchio suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant’anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
né al denaro, né all’amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield.

In ricordo di Fernanda Pivano.

6 Agosto 2009

Padre e figlia.

Archiviato in: Lettere — unblogindue @ 10:28

Con un padre litigherai tanto, avrai divergenze di vedute e di principi. Arriverete a insultarvi, a non parlarvi per settimane.

Ma lo difenderai sempre davanti agli altri, a spada tratta, irrazionalmente, perchè è il tuo papà.

Riconoscerai subito il suo profumo sul cuscino, anche se dormirà in un letto diverso, in una casa diversa. Avvertirai con tenerezza gioiosa il suo russare, se sono anni che non dormite nella stessa casa.

Ti intrufolerai nella sua stanza dove tiene i libri e riempirai lo zaino; ma alla porta perderai buona parte del bottino, “questo non l’ho letto, questo nemmeno, questo non me lo ridaresti più”…

A un padre non dirai mai di avere un blog, ma gli farai leggere da un quaderno pezzi che non hai pubblicato.

Per un padre ti preoccuperai, ti agiterai, ti incazzerai.

Farai di tutto per aiutarlo, anche se sai che non puoi.

Con un padre troncherai una telefonata, dieci, cento. Spegnendo il telefono con rabbia.

Vedrai con chiarezza e timore i suoi difetti e le sue colpe immense.

Ma terrai sempre quella foto sulla scrivania. Quella con te bambina. Con quello sguardo rapito che per un’altra donna non ha avuto, non ha, non avrà mai.

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(…oggi avevo necessità di lasciare queste parole, così, senza altre spiegazioni…)

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