A Venezia dal 2/12/2011 sarà presentata la mostra Disorder Post Traumatic Stress i bambini disegnano il conflitto![312264_2746966994049_1253761958_3329459_1223353409_n[1]](http://letterealfuturo.files.wordpress.com/2011/12/312264_2746966994049_1253761958_3329459_1223353409_n1.jpg?w=212&h=300)
organizzata dal gruppo RESTIAMO UMANI CON VIK
Sarà un’ occasione per non dire “IO NON C’ERO, IO NON SAPEVO” (Egidia Beretta Arrigoni)
Una nuova iniziativa del gruppo Restiamo Umani con Vik e Ca’ Tron Città Aperta
VENEZIA
TRIBUTO A VITTORIO ARRIGONI
Sabato 26 novembre 2011 a BULCIAGO (LECCO) – Programma
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GIORNATA ONU PER I DIRITTI DEL POPOLO PALESTINESE |
Campagna ponti e non muri Pax Christi Italia – Associazione per la Pace
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ASSETATI DI GIUSTIZIA acqua e vite rubate da Gaza alla Valle del Giordano ricordando Vittorio Arrigoni |
sabato 26 novembre – Bulciago (Lecco)
PROGRAMMA
Mattino
ore 9.30 accoglienza. Saluti e presentazione della giornata.
ore 10.00 – 13.00
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L’acqua rubata nella Valle del Giordano |
Tra colonizzazione, furto della terra e dell’acqua: cos’è oggi la splendida Valle del Giordano?
LUISA MORGANTINI già vicepresidente Parlamento europeo
Testimonianze
ñ Una carovana contro il muro dell’acqua CINZIA THOMAREIZIS Comitato italiano Contratto mondiale sull’acqua
ñ Boicottare per r-esistere STEPHANY WESTBROOK attivista BDS
ñ Espropriazione e sfruttamento. Rapporto B’TSELEM Gruppo GIOVANI JABBOK
Dibattito
ore 13.00- 14.30 Pranzo presso l’oratorio di Bulciago
Pomeriggio
ore 14.30 – 17.30
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Acqua dolce e acqua salata a Gaza. Vivere e sopravvivere sotto embargo |
La solidarietà viene dal mare: i pescatori di Gaza e la Freedom Flotilla
MARIA ELENA DELIA coordinamento italiano Freedom Flotilla
Testimonianze
ñ Vittorio, uomo di terra e di mare. Di Gaza EGIDIA BERETTA ARRIGONI
ñ Una Striscia contaminata dalla terra all’acqua GIUDITTA BRATTINI Gazzella Onlus
ñ La controinformazione di Vittorio. Quando l’occupazione punta al silenzio MARCO BESANA
ñ Parole in dramma. L’orrore quotidiano nella denuncia di Vittorio. Con la voce degli AMICI DI VIK
Dibattito
Conclusioni previste per le 17.30
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INFORMAZIONI: assetatidigiustizia@gmail.com AGGIORNAMENTI: www.paxchristi.it |
DOVE A BULCIAGO-LECCO, scuola elementare don Lorenzo Milani, via Roma 1.
COME ISCRIVERSI Inviare i dati personali a
ALL’ACCOGLIENZA verranno chiesti 5 euro per contributo organizzativo e per la CARTELLINA
IL PRANZO E’ possibile prenotare entro il 20 novembre via mail il VASSOIO-PASTO CALDO che si pagherà all’accoglienza (8 Euro) e che verrà servito nei locali dell’Oratorio. Qui è possibile anche consumare il proprio PRANZO AL SACCO.
COME ARRIVARE. Bulciago è facilmente raggiungibile sia in auto che in treno (Milano centrale – Lecco – stazione di Cassago-Nibionno-Bulciago). La sede del Convegno è a 10 minuti dalla stazione.
EVENTUALE PERNOTTO. E’ possibile contattare direttamente: www.lavillaciardi.com oppure www.hotelarrigoni.it
Caro Adriano per te queste parole di Borges, augurandoti una splendida giornata ed un mondo di auguri
AMICIZIA
Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro
Però quando serve starò vicino a te
Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano
perché ti sostenga e non cadi
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i
miei
Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice
Non giudico le decisioni che prendi nella vita
Mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo
chiedi
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
Però posso offrirti lo spazio necessario per crescere
Non posso evitare la tua sofferenza,
quando qualche pena ti tocca il cuore
Però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per
rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
Solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico
in quel momento sei apparso tu…
Non sei né sopra né sotto né in mezzo
non sei né in testa né alla fine della lista
Non sei ne il numero 1 né il numero finale e
tanto meno ho la pretesa
di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista
Basta che mi vuoi come amico,
non sono gran cosa,
però sono tutto
quello che posso essere.
Jorge Luis Borges
Dicono che il tempo cambi le cose,
ma in realtà le puoi cambiare solamente tu.
(Andy Warhol)
I tuoi occhi sono una spina nel cuore
lacerano, ma li adoro.
Li proteggo dal vento
e li conficco nella notte e nel dolore
cosi la sua ferita illumina le stelle,
trasforma il presente in futuro
più caro della mia anima.
Dimentico qualche tempo dopo
quando i nostri occhi si incontrano
che una volta eravamo
insieme, dietro il cancello.
Le tue parole erano una canzone
che io tentavo di cantare ancora,
ma la tribolazione si era posata
sulle fiorenti labbra.
Le tue parole come la rondine
volarono via da casa mia
volarono anche la nostra porta
e la soglia autunnale
inseguendo te,
dove si dirigono le passioni ….
I nostri specchi si sono infranti
la tristezza ha compiuto 2000 anni,
abbiamo raccolto le schegge del suono
e abbiamo imparato a piangere la patria.
La pianteremo insieme,
nel petto di una chitarra;
la suoneremo sui tetti della diaspora
alla luna sfigurata ed ai sassi.
Ma ho dimenticato,
oh tu dalla voce sconosciuta !
Ho dimenticato,
è stata la tua partenza
ad arrugginire la chitarra,
o è stato il mio silenzio ?
Ti ho vista ieri al porto
viaggiatore senza provviste … senza famiglia.
Sono corso da te come un orfano
chiedendo alla saggezza degli antenati:
perché trascinare il giardino verde
in prigione, in esilio, verso il porto
se rimane, malgrado il viaggio,
l’odore del sale e dello struggimento,
sempre verde?
Ho scritto sulla mia agenda:
amo l’arancio e odio il porto,
ho aggiunto sulla mia agenda:
al porto mi fermai
la vita aveva occhi d’inverno,
avevamo le bucce dell’arancio
e dietro di me la sabbia era infinita!
Giuro, tesserò per te
un fazzoletto di ciglia
scolpirò poesie per i tuoi occhi
con parole più dolce del miele
scriverò “sei palestinese e lo rimarrai”
Palestinesi sono i tuoi occhi,
il tuo tatuaggio
Palestinesi sono il tuo nome,
i tuoi sogni
i tuoi pensieri e il tuo fazzoletto.
Palestinesi sono i tuoi piedi,
la tua forma
le tue parole e la tua voce.
Palestinese vivi, palestinese morirai.
MAHMUD DARWISH
Caro Vik, queste sono le parole che ti ho dedicato per il tuo compleanno, e con queste parole voglio salutarti e ringraziarti per tutto quello che hai fatto
Un uomo di pace non si può ne’ assassinare, ne’ annientare perchè è così grande la forza del suo pensiero, che schiaccerà per sempre i suoi assassini
RESTIAMO UMANI!
Erik Orsenna
“Il cielo
ci aveva sopraffatti con la sua tempesta.
E al cielo spettava
porre riparo
permettendoci di volare”
Quando ho saputo della tua morte ho solo aggiunto: “Questa volta ci sei riuscito!”
Credo di aver sempre saputo che quella telefonata sarebbe arrivata, che quello sarebbe stato l’epilogo della tua esistenza, quindi non sono rimasta sorpresa, ma solo annichilita dal dolore.
Per un momento mi sono fermata a pensare quali parole non dette, quali azioni avrebbero potuto persuaderti a non farlo, ma la convinzione che ogni persona deve essere libera di vivere e morire come desidera, mi ha fatto desistere da una inutile sequenza di monologhi.
Il silenzio calato fra noi amici, ci lascia ancorati ad una solitudine infinita. Nessuno ha pù parole, nessuno le vuole usare, (non ti sono servite, ora non ci serviranno)
Quale oscuro male è stato per te la vita, non hai saputo proteggerti, non hai saputo combatterla, ti ha travolto e tu l’hai lasciata fare. Avrei potuto darti le mie armi, avrei potuto darti la mia corrazza, ma non avresti saputo che fartene, non volevi essere un guerriero, volevi solo una esistenza più semplice, senza compromessi, forse senza conti da pagare.
Questo non lo dico per criticare, e neppure per giudicare, ma solamente per accettare !
Il mio è un saluto nato dal silenzio, in contrapposizione all’urlo assordante della tua morte, è un saluto che non so narrare, ma che ho ritrovato in alcuni monologhi-canzoni nell’ultimo libro di Benni :
“E io di voi scordarmi non posso
Dentro un tramonto feroce e rosso
Dentro un cielo di sangue e vino
Ascoltate come sembra il primo
L’ultimo accordo che io imparai
Io non voglio, non voglio morire
E a morire non riuscirò mai”
In un lontano 22 dicembre 1947 l’Assemblea Costituente approvò che:
Art.1 - L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art.2 - La Repubblica riconosce al popolo e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art.3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso,di razza , di lingua, di religione, di opinione politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Queste parole, (da troppo tempo negate e violentate da “ personaggi caricature ” che non hanno alcun diritto di detenere il potere perchè la loro legittimità è venuta meno, col mancato rispetto e applicazione della Costituzione stessa), ci hanno convinte a scendere in piazza. Siamo accorse da sole, in gruppo, accompagnate da compagni che non si identificano e che rifiutano con sdegno il clichè di maschio dominante e vincente , imposto come non mai da questa classe politica. In queste piazze abbiamo affermato la nostra dignità di donne, abbiamo affermato i nostri diritti e la nostra autodeterminazione.
Il potere ha vacillato, ha avuto paura, lo dimostra l’opera di denigrazione e di black out dell’informazione da parte di alcuni mass-media, e questo ci ha rese ancora più forti e più determinate rendendoci finalmente consapevoli della nostra forza e fautrici del nostro destino.
A tutte le donne, a tutti quegli uomini che hanno reso tutto questo possibile, una sola parola:
GRAZIE!
L’olocausto degli ebrei:
Se anche a una sola generazione mancasse il suo Giusto
“la sofferenza degli uomini avvelenerebbe persino l’anima dei neonati e l’umanità soffocherebbe in un grido”
“Talora è vero, il cuore vorrebbe scoppiare di dolore. Ma spesso anche, e specie di sera, non posso fare a meno di pensare che Erny Levy, morto sei milioni di volte sia ancora vivo, in qualche posto….” Schwarz-Bart
Proprio perchè non sappiamo dimenticare,
proprio perchè non accettiamo il negazionismo,
proprio perchè non accettiamo il razzismo
noi non possiamo dimenticare e tollerare un nuovo olocausto!
L’olocausto dei palestinesi
O rosa al di la’ del tocco del tempo
e dei sensi!
O bacio avvolto nei veli di tutti i venti:
Sorprendetemi con un sogno:
Che la mia follia indietreggi da voi.
Indietreggiando da voi per potervi
avvicinare, ho scoperto il tempo.
Avvicinandomi a voi per potervi
allontanare, ho scoperto i miei sensi.
Tra l’avvicinamento e l’allontanamento
Vi e’ un sasso della grandezza di un sogno.
Esso non si avvicina,
esso non si allontana.
Tu sei il mio paese ed io non sono un sasso.
Per questo non amo affrontare il cielo,
Ne’ moriro’ per livellarmi al terreno,
ma sono uno straniero,
sempre uno straniero” – Mahmud Darwish,
Salmo 9.
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