Lettere Al Futuro

7 febbraio 2010

CENTOMILA…GRAZIE A TUTTI DELLE VOSTRE VISITE

Archiviato in: AngoloRelax — adriano49 @ 22:59
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grazie a tutti ,collaboratori,visitatori di questo blog che partito dal nulla,senza pretese e con tanta umiltà con proposte,idee, suggerimenti,nostalgie ha cercato ,nel suo piccolo di essere uno stimolo per una sana conversazione,sociale ed anche di piccolo svago . Grazie ancora e ai prossimi 200.000 incontri web. ciao  Adriano

Ogni collaboratore può aggiungere un suo pensiero…

Rossaurashani

Questo blog è nato davvero da un entusiasmo straordinario. Magari nel tempo questo entusiasmo è un po’ scemato e una ragione forse c’è:  risulta sempre più difficile comprendere, assimilare e introitare la lezione che “il futuro” ci potrebbe insegnare. Le difficoltà della trasmissione di “dati” tra generazione si fa di giorno in giorno più complicata. Non siamo aiutati certo dai classici mezzi di comunicazione a cui i giovani si rivolgono, ed il mondo web avrebbe dovuto fare la differenza. Certamente in qualche modo, almeno per alcuni versi, questo blog ha fallito, ma per quanto riguarda il confronto, che alcuni degli autori hanno cercato di mettere in piedi,  attorno ai dubbi e alle perplessità del mondo degli adulti verso il mondo degli uomini in divenire, questo almeno lo abbiamo raggiunto e ancora cerchiamo una strada per proseguirlo.

Ringrazio Adriano per la sua attenzione anche rispetto ai numeri, e ringrazio i collaboratori che cercano ancora di rendere vivo questo entusiasmo iniziale.

Ai lettori spero che potranno godere ancora del nostro conributo.

Grazie Ross

3 febbraio 2010

Brunetta Sindaco lo vogliamo: NO!

Archiviato in: politica — annuska62 @ 22:24

 

Brunetta Sindaco lo vogliamo   NO!

Brunetta Sindaco lo vogliamo   NO!

Perchè l’è il simbolo dell’arrivismo, Brunetta Sindaco lo vogliamo: NO!”

Questa libera interpretazione delle Tre Bandiere, mi si è  incastrata nella mente quando, questa mattina andando al lavoro, ho visto  la migliore e più opportuna ubicazione della campagna elettorale di Renato Brunetta.

Trovo geniale proporre l’immagine del candidato ex PSI ora ”riciclato” nel PDL,  nell’oggetto riservato al riciclo: il Cassonetto.

30 gennaio 2010

L’avrà scritta pensando a qualche politico??

Archiviato in: 1, Lettere — marisauno @ 17:16

Questa è una letterina scritta da mia figlia Cecilia che ha 8 anni, a chi starà pensando?

Mistero…

Fai qualcosa di buono-o-o  ridona le cose rubate

durante l’estate-0-0   vedrai che effetto farà

per te e la tua città-0-0 e se non ti perdonano

non lamentarti-o-o   potevi farli contenti

guarda l’aurora,o-o-   in ogni, in ogni ora!

27 gennaio 2010

Viaggio dentro – Lettera al Futuro

Cara mamma e caro papà
So che qui mi leggerete. Ognuno per conto proprio. Ognuno a modo proprio. Per ritrovarmi in questo spazio incerto e ignoto che è la rete. Spero solo che non lo farete con occhi che sono solo occhi. E’ allora non posso che tranquillizzarvi. Certo qui è Africa. Qui è l’altro mondo.
Come saprete vi scrivo da questo “slum” della periferia di Nairobi, nella zona di Kasarani, a pochi chilometri a est di Kariobangi. Una città di 180.000 abitanti che non è nemmeno una città. Solo una banlieue; poco più. Il nome kikuyu “Korogocho” significa “confusione”. E quella “confusione” regna sovrana. Nemmeno qui, tra le baracche e la miseria, si è tutti uguali. Farete fatica a capire ma qui è ricco chi ha le scarpe; chi riesce a rubare un boccone di pane.
Vi scrivo affacciato ad una finestra con vista sulla vita e sulla sofferenza; sul volto più duro e avaro del dolore. Una finestra che non ha vetri che trattengano e così entrano tutti i rumori della strada e della disperazione. Non da una finestra normale. Da questa miseria inaudita che non lascia respiro. Per questi uomini che vivono ogni attimo della morte; nati solo per morire, come se fosse un semplice appuntamento. Padre Antonio è vicino a me. Niente mi ha mai insegnato altrettanto. E non ci sono parole bastanti.
Niente è come sembra e nulla pare vero. Di sangue e rabbia mi sento pervaso, ma non di sconfitta. Tra le tante lingue che si affollano i giovani bantu mi narrano lo swahili con le mani e gli occhi. E noi, per alcuni di loro, siamo l’unica speranza. Occhi immensi che hanno il pudore di dire grazie, occhi ancora orgogliosi, occhi che sanno inventarsi sorrisi meravigliosi. Siamo tutto e la loro patria e la loro casa e il loro riscatto. Non ho mai avuto tanto in cambio di così niente perché tutto non mi sembra abbastanza. E mi sento vigliacco e colpevole delle mie fortune. E mi sento immensamente grato del loro più piccolo gesto, anche del solo allungarmi una mano. Amo infinitamente questi piccoli guerrieri tristi. La collana di conchiglie che uno di loro mi ha regalato come fosse la cosa più preziosa. Il morso di pane che un altro ha spezzato; con le mani sporche.
Questo popolo non popolo che vive rifiutato nei rifiuti e tra i rifiuti. Se questa pare letteratura mi scuso; è solo vita. Vita che scorre e che noi non crediamo più. Il volto più duro della vita, dove persino la pietà è un bene troppo di lusso. Bisogna venire qui per conoscere la miseria. Dire non hanno niente qui vuol dire che non hanno proprio niente. Come faccio a spiegarvi? Non mi avete mai fatto mancare nulla. Io posso tornare; ho già in tasca il biglietto. Loro invece non possono che aspettare. Eppure qualcosa mi mancava. Forse proprio questi esseri umani d’ebano che sono stati guerrieri e sono solo ombre. Cercavo di capire. Cercavo non un uomo ma cosa, e quell’uomo l’ho cercato; in questi luoghi.
Cara mamma, non essere in apprensione per me. La notte ha i rumori della notte. Ti viene da stare sveglio ad ascoltarli. E’ come se tutto il mondo parlasse qui. E tutto ha un suo fascino, anche se lancinante. Sono loro stessi a proteggermi, da loro; da tutto. E’ qui che, davanti a tanto strazio, solo e nudo, mi sono sentito vivo come non sono mai stato tanto vivo, né altrettanto in compagnia. Io, così protetto, non sono mai stato abbastanza io. Spero riuscirete a capire.
Vostro figlio

lettera scritta e messaci gentilmente a disposizione da Mario Dal Gesso di “E’ solo un blog”

21 gennaio 2010

Angelo

Archiviato in: Canzoni — annuska62 @ 15:06

Oggi Angelo compie un anno, vorrei essergli vicina, poterlo abbracciare e sbacciucchiare, ma non mi è proprio possibile.

Così mi accontenterò di avvolgerlo con infinto affetto, dedicandogli  questa dolcissima canzone

                                                                      ANGEL

che spero papà C. gli farà ascoltare.                                  

Augurandoti un mondo di felicità

   

Non si scrivono più lettere ai figli

E’ da un po’ di tempo che questo blog langue. Sinceramente me ne dispiace molto anche se ad un certo punto della sua vita di questo blog, io stessa, che credevo nella sua utilità, l’ho tradito. Mi sono fatta un altro blog. Un luogo dove ero libera di “cazzeggiare” e di farmi “seghe mentali”, passatemi i termini un po’ gogliardici, ma li trovo giustificati perchè attinenti all’argomento. Non con questo intendo dire che fosse sbagliato o che ci fosse un intento criminale nell’avere un altro blog, solo che i risultati sono stati una magra soddisfazione personale che non era condivisibile.
Avere un altro blog tutto mio mi ha portato distante da questo tema che comunque e reiteratamente sento importante: la comunicazione con i figli, ma non solo, con essi anche la comunicazione col mondo giovanile e con chi ne viene continuamente a contatto.
Lettere al Futuro è nato come punto di incontro tra persone diverse che avevano voglia di confrontarsi sul tema educativo e percettivo giovanile, ma sicuramente l’ambizione era più ampia ed era insita proprio negli strumenti scelti: un blog e la lettera. Il blog è lo strumento più libero, giovane e immediato per raggiungere i destinatari del messaggio, ossia il “messaggero alato” di antica tradizione. La lettera il sistema più classico, diretto e personale di comunicazione.
La nostra ambizione arrivava a tale livello da farci pensare che a questi messaggi ci sarebbero potute essere delle risposte, degli “avvisi di ricevimento” e se non proprio così almeno un minimo di scambio di opinioni.
In effetti qualcosa si è mosso, ma la formula si era trasformata in “scambio di opinioni tra autori”. Una forma di dialogo piuttosto chiusa e dai risultati dubbi. Mi prendo la mia parte di colpe. Gli argomenti erano sfiziosi (tipo: l’aborto, la fede, l’eugenetica, ecc.) per aprire uno strenuo dibattito anche se poi, alla fine, è diventato uno scontro fra due fazioni che ad onor del vero, mai e poi mai hanno saputo dialogare. Per ovvie ragioni non desidero rinfocolare, per esacerbare gli animi, gli argomenti già trattati, discussioni avvenute tra adulti, pur se permeati di buone intenzioni, ma di poco costrutto. Oggi prendendomi la mia responsabilità sulla virata del temi trattati, continuo nel convincimento che in questo tempo e in queste condizioni la necessità di comunicare con i nostri figli e i giovani in particolare sia di vitale importanza. Non voglio fare del moralismo e non intendo autoeleggermi quale rappresentante di una categoria superiore che elargisce insegnamenti nei confronti di un’altra categoria inferiore e non qualificata ad insegnare molto a sua volta. Rifiuto questo pregiudizio perchè sarebbe una posizione assurda e fuori luogo. Se i nostri figli sono il nostro futuro e i giovani sono gli uomini di domani, vorrei capire chi deve imparare cosa e cosa deve essere insegnato o imparato.
Io credo, nella mia illusa passione, che ci sia molta strada da fare per poter ricominciare a scrivere “lettere” ai nostri figli, lettere che possano venire lette, discusse e conservate. Lettere che possano avere un minimo di risposta. Comunicazione che ci rendano migliori in un mondo che migliore non è. Un mondo reale che è quello che è e che dobbiamo prima leggere, analizzare, valutare e poi se possibile accettare.
Inutile dire che ho come sempre bisogno di aiuto. L’aiuto di chi come me crede nell’impegno e nella condivisione che assieme a una buona dose di capacità empatica e di fortuna, può arrivare a raggiungere lo scopo.
Con tutta la mia buona volontà
Ross

P.S. Avevo buttato giù queste idee poco prima di assistere in TV al video con il dialogo di una ragazzina di 17 anni, studentessa liceale, che con termini appropriati e tono disinvolto offriva al suo “possibile utente” l’uso del suo corpo in cambio di ricariche telefoniche, regalini e magari qualche mancia finalizzata all’acquisto di un IPhone.

22 dicembre 2009

Buon NATALE e Buon 2010

Archiviato in: 1 — adriano49 @ 20:39

a tutti gli amici di “lettere al futuro ” un attimo di pace per ascoltare questo inno alla pace e serenità per tutti e che il 2010 porti solo salute.benessere e felicità. Auguri  da Adriano

Così questo è il Natale,
e cosa hai fatto?
un altro anno è passato
ed uno nuovo è appena iniziato
e così questo è il Natale
spero che ti diverta
con il più vicino e il più caro
col più vecchio e il più giovane

un felice Natale
e un meraviglioso anno nuovo
speriamo che sia davvero un buon anno
senza alcuna paura

e così questo è il Natale (la guerra è finita)
per i deboli e per i forti (se lo vuoi)
per i ricchi e per i poveri (la guerra è finita)
il mondo è così sbagliato (se lo vuoi)
e così buon Natale (la guerra è finita)
per i neri e per i bianchi (se lo vuoi)
per i gialli e per i neri (la guerra è finita)
fermiamo tutte le guerre (adesso)

un felice Natale
e un meraviglioso anno nuovo
speriamo che sia davvero un buon anno
senza alcuna paura

così questo è il Natale (la guerra è finita)
e cosa hai fatto? (se lo vuoi)
un altro anno è passato (la guerra è finita)
ed uno nuovo è appena iniziato (se lo vuoi)
e così questo è il Natale (la guerra è finita)
spero che ti diverta (se lo vuoi)
con il più vicino e il più caro (la guerra è finita)
col più vecchio e il più giovane (adesso)

un felice Natale
e un meraviglioso anno nuovo
speriamo che sia davvero un buon anno
senza alcuna paura

la guerra è finita, se lo vuoi
la guerra è finita, adesso

buon Natale.

//

28 novembre 2009

……….

Archiviato in: Lettere — annuska62 @ 23:29

Questa sera non riesco a trattenere le lacrime, ( ho sperato davvero che tu potessi farcela)

Voglio però poterti ricordare con il sorriso sulle labbra.

                                                                                   ciao PATTY

Sarai per sempre la nostra Ciribiribì

(…..che il tuo aquilone possa volare molto in alto)

25 novembre 2009

Crisi mondiale e classe dirigente

Archiviato in: PuntoD'Incontro — annuska62 @ 01:44

Siamo arrivati anche quest’anno alla riunione di fine d’anno per l’analisi delle previsioni di bilancio e  la relazione degli ultimi sviluppi aziendali. Queste  riunioni sono sempre state difficili, ma quest’anno visto l’andamento generale, sapevo che si sarebbe trattato di una giornata alquanto drammatica. Armato di  pazienza infinita, ho varcato la porta carico di tabulati ricoperti da numeri, percentuali  e valutazioni da analizzare e da trasformare in azioni veloci e  decisive per affrontare questa crisi, che ormai da tempo ci sta stritolando.

Nella stanza non c’era la solita aria pesante, presente ormai da mesi,  gli imprenditori e i dirigenti che avevo davanti finalmente avevano una voce ferma, decisa, propria di chi ormai, ha tutta la situazione sotto controllo. Mi sentii quasi rilassato, ora potevo esporre la situazione a delle persone che avevano in mano la soluzione a tutti i problemi aziendali.

Dopo i primi minuti di presentazione però avvertii qualcosa di strano. Era una sensazione che mi metteva a disagio, qualcosa di impercettibile che però non riuscivo ad afferrare. Tutto mi crollò quando, finita l’esposizione, mi arrivarono le soluzione. Allora tutto mi fu chiaro. Non ero in presenza di grandi ed illustri manager, ma in un “meeting di malati di Alzheimer”. Si passò da un tragica realtà, ad un mondo dove nulla aveva più significato, dove l’astrazione e la fantasia avevano liberato i numeri, le percentuali da ogni valore obiettivo, da ogni significato economico.

Devo ammettere che più di una volta ho guardato la porta, pensando ecco qualcuno ora entrerà e mi dirà :”Sorridi, sei su scherzi a parte”, ma nessuno arrivò a risvegliarmi. Senza alcun rimorso assecondai le loro posizioni, ero nel mondo della fantascienza e del fantastico, non volevo assolutamente distruggere quel loro “gioco”. Non mi sconvolsi, anzi sorrisi quando uno di loro mi guardò con aria sognante e mi disse:

“…. , ma Lei che ci fa qui . Vada!!!!”

Uscii, ero dispiaciuto di lasciare il mondo effimero, ma sicuro di quella stanza. Incontrai nei corridoi gli sguardi interrogativi dei miei colleghi, convinti di  farmi rivelare la soluzione finale e decisiva della riunione, ma riuscii solo a dire “E’ fatta !”  Loro pronti ad abboccare, non sapendo cosa dire buttarono li:”Da quando???” Io ormai contagiato da smemoratezza e demenza degne di Dory risposi : “Da quando cosa???????”

Ps. Purtroppo quando la classe dirigente parla abbiamo il nostro bel d’affare per capire il loro linguaggio, sara’ il caso di fare un  bel corso di…….balenese

Breve riepilogo manageriale

(70%….5.000.000 ….no ma l’inflazione, …si ma il costo del lavoro e i ricavi non coprono, si, ma se rivendiamo,….aspettate… direi 200.000 ma potrebbero essere 1.500… se non fosse…. ) Ecco,  è proprio così, se non fosse che tutta questa incapacità ci porterà a perdere il posto di lavoro, vi troverei quasi,quasi …….. divertenti

12 novembre 2009

L’istinto materno e il primo bacio rubato.

Archiviato in: Lettere, PuntoD'Incontro — annuska62 @ 01:00

-Bouguereau_first_kiss

Dopo mesi di assenza eccomi a scrivere nuovamente, forse qualcuno ha gradito il mio silenzio, ma vedere che questo blog rimaneva immobile senza alcuna novità, mi ha spinto ancora una volta ad uscire allo scoperto, lasciandomi alle spalle un periodo non proprio felice.

E’ stato il periodo della “scoperta dell’istinto materno”.

Come????? Dopo 13 anni hai  scoperto finalmente l’istinto materno????

Ebbene si, fin dall’inizio mi sono sentita una madre diversa. Mi avevano detto che l’ istinto mi avrebbe “ investita” fin dal primo momento, o al massimo qualche giorno dopo, invece mi sono ritrovata con questa fagottina che sentivo gia’ una persona a se stante, indipendente, decisa, che non aveva bisogno assoluto di una ” madre felina ”. Così per giorni, ho cercato nel suo sguardo di neonata, nel suo odore da latte, in ogni piega della pelle, nei suoi vagiti qualcosa che risvegliasse il mio istinto materno, ma purtroppo nulla. Io ero la madre, lei la figlia neonata-adulta.  Non voglio sembrare cinica, io l’ho amata, l’ho seguita, mi sono scontrata con lei senza però dipendere dall’istinto, infatti quello non c’era e non l’ho più cercato.

Eppure dopo 13 anni, in seguito ad un suo problema di salute, eccomi all’improvviso ingrovigliata, in un istinto materno che non mi lasciava neppure respirare. Il terrore che qualcosa potesse  ”toccarla” o togliermela per sempre, mi  ha fatto quasi impazzire. Come una tigre in gabbia, ho affrontato visite ed esami, ho aspettato i risultati senza dormire e senza nutrirmi continuando con lei una vita fatta di scherzi , scaramucce e tanto amore, e senza farle respirare la mia angoscia,

Ora che tutto è passato, l’istinto non mi ha più lasciato. Fa parte di me.

Guardo negli occhi la mia bimba già donna, sarei pronta ad innondarla d’amore, vorrei proteggerla ogni istante, ma so che devo lasciarla vivere,  so che devo farmi da parte, per farla sbocciare, farla diventare quello che vuole, la farfalla che sempre ha sognato di diventare, proprio adesso che è il tempo dei primi baci rubati.

P.s. Biri: Vola farfalla è il tuo tempo ( quando vuoi, io ci sarò).

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